Alla scoperta della previdenza complementare, tra consigli e cose da sapere

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Con la questione pensioni che diventa sempre più nebulosa, come accade ormai da qualche anno a questa parte, è utile approfondire tutto ciò che concerne la previdenza complementare. 

Se ne parla sempre più spesso, ma non tutti hanno le idee chiare sulla questione. Eppure si tratta di una soluzione che vale la pena prendere in considerazione e approfondire per il proprio futuro.

Si tratta del resto di uno strumento pensato per integrare la pensione da lavoro e, alla luce dei risvolti più recenti, si tratta anche di una soluzione che in molti trovano sempre più utile per garantirsi una vecchiaia senza problemi economici. 

Con l’innalzamento dell’età pensionabile e i vari cambiamenti del sistema pensionistico, che ci sono stati in un recente passato e che potrebbero esserci in un prossimo futuro, pensare all’alternativa è un’ottima soluzione. 

La previdenza complementare permette di andare a integrare la previdenza obbligatoria con dei versamenti su base volontaria. Esistono diverse tipologie di previdenza integrativa ma l’obiettivo rimane sempre quello di permettere di avere una pensione più sostanziosa e una adeguata tutela.

 L’ammontare dei versamenti, la cadenza degli stessi, i rendimenti e la durata del periodo di versamento incidono sulla somma della pensione integrativa. Il consiglio? Iniziare sin da subito a pensare alla soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Per una corretta valutazione è utile sapere che sono previste diverse agevolazioni fiscali per la previdenza integrativa e, in particolare, per chi sceglie i fondi pensione.

I contributi versati dalle aziende o dai datori di lavoro per le forme pensionistiche integrative non sono tassati e sono deducibili dall’imponibile. Anche il lavoratore che investe in un fondo pensione può avere dei vantaggi poiché sarà possibile richiedere una deduzione del reddito complessivo, fino a un massimo di 5.164,57 euro.

I dipendenti pubblici, invece, potranno dedurre i contributi per un importo pari al doppio del TFR o nel limite del 12% del reddito complessivo o dei 5.164,57 euro.

Quando si parla di pensione integrativa si pensa immediatamente alla destinazione del TFR. Conviene destinare il trattamento di fine rapporto in un fondo pensionistico o lasciarlo in azienda? La lettura della dettagliata guida di Affari Miei su dove destinare il TFR può sicuramente aiutare a dare una risposta al quesito. 

Per decidere se convenga o meno è importante fare affidamento su quelli che sono i consigli degli esperti e, soprattutto, conoscere tutti i pro e i contro del destinare il TFR alla previdenza complementare.

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