Patrick Zaky in prigione per altri 45 giorni, saranno gli ultimi?

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Prigionia Patrik Zaky
Dalla pagina Facebook "Patrick libero"

Prigionia Patrick Zaky. In Egitto continua il periodo di prigionia per Patrick Zaky. La Corte d’Assise egiziana ha prolungato la prigionia per altri 45 giorni. Respinta anche la richiesta della difesa di cambiare i giudici che presiedono il caso.

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Prigionia Patrick Zaky. Amnesty International chiede intervento Italia

prigionia Patrick Zaky
Dal profilo Facebook di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia

All’udienza di ieri presso la Corte d’Assise del Cairo è stata prolungato il periodo di prigionia di Patrick Zaky. Il giovane ricercatore egiziano dell’università di Bologna dovrà restare in carcere per altri 45 giorni. Si ricordi che è detenuto già da 14 mesi. Il suo avvocato, Hoda Nasrallah, ha comunicato l’esito dell’udienza e il rifiuto della Corte riguardo alla richiesta di cambio dei giudici. Riguardo alla sentenza è intervenuto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, sottolineando un accanimento giudiziario verso Patrick Zaky. Inoltre, ha chiesto un intervento concreto del governo italiano. Si potrebbe convocare, secondo lui, l’ambasciatore egiziano a Roma per esprimere serie perplessità sull’accaduto e richiedere il suo rilascio immediato. Secondo i suoi legali e familiari il giovane vige in uno stato fisico e psicologico davvero pessimo.

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Prigionia Patrick Zaky, già in carcere da 16 mesi

prigionia Patrick Zaky
Dalla pagina Facebook “Patrick libero”

Alcuni diplomatici stranieri hanno espresso l’interessamento al caso, ma non è stato permesso loro di assistere all’udienza. Si ricordi, inoltre, che Zaky è in carcere dal 7 febbraio 2020 e la sua custodia, secondo leggi egiziane, può durare anche due anni. Dopo alcuni mesi in cui la prigionia veniva rinnovata ogni quindici giorni, ora si è passato a prolungarla per 45 giorni alla volta. Le accuse che sono rivolte al giovane ricercatore sono: propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo. Tali accuse sono riconducibili ad alcuni post di Facebook di un account ritenuto da Patrick Zaky e i legali un “fake”. Patrick Zaky rischia di essere imprigionato per 25 anni per un crimine che non ha commesso.

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