Privacy sui social network: come proteggerla

Nell'aprire nuovi account dei social network non pensiamo alla privacy: i dati personali e le foto potrebbero essere usati da soggetti terzi illecitamente

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Quando si decide di aprire un account social, quasi inconsciamente l’utente fornisce una serie di dati sensibili (nome, cognome, residenza, numeri telefonici) che potrebbero essere utilizzati da terzi per scopi illeciti. Discorso analogo può estendersi anche alle foto che con troppa disinvoltura condividiamo nel nostro spazio virtuale. Nell’utilizzo dei social vi è quindi un problema di privacy? Cerchiamo di fare chiarezza.

Privacy e giurisprudenza: cosa prevede il nostro ordinamento?

socialL’odierno concetto di privacy si riferisce al diritto della persona di controllare che le informazioni che la riguardano vengano trattate o guardate da altri solo in caso di necessità. Questo concetto, con l’avvento dei social, si è dovuto adattare al mondo virtuale. Ma almeno inizialmente si è verificato un vuoto normativo.

Difatti nel 2008 la Conferenza internazionale delle Autorità di protezione di dati ha stabilito che i fornitori dei servizi di social network dovessero necessariamente rispettare una serie di indicazioni:

• la trasparenza delle informazioni;
• il controllo da parte degli utenti sui dati che li riguardano;
• il potenziamento delle misure di controllo al fine di impedire gli accessi abusivi ai profili-utente da parte di soggetti terzi, ad esempio mediante dispositivi di spidering;
• la semplificazione delle operazioni di recesso dal servizio;
• il previo consenso dell’utente per l’utilizzo dei dati del proprio profilo.

Il problema della privacy non va solo analizzato sotto il mero aspetto di dati personali. Infatti riguarda anche le foto, soprattutto di minori, pubblicate sui vari social. A tal proposito si sono pronunciati sia il Tribunale di Roma che di Mantova.

È stato stabilito infatti che un genitore non può pubblicare sui social le foto dei figli senza il consenso dell’altro. Il giudice inoltre può ordinare la rimozione delle immagini e decidere di far pagare una somma di denaro in favore dei figli. Tali misure sono rese necessarie per proteggere i minori dal pericolo della pedo-pornografia.

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