Revenge porn, giustizia per la maestra d’asilo ma “Non ho trovato lavoro”

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Processo maestra asilo – dopo anni di attesa si arriva a una svolta. Condannate a diversi mesi di reclusione sono la direttrice dell’istituto dell’infanzia, una madre e un’altra maestra. Tutto è bene quel che finisce bene sembrerebbe, ma per la vittima di revenge porn, Chiara Canepa, non è così. “Non mi sento risarcita a livello personale”, afferma.

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Processo maestra asilo: quali sono state le dinamiche?

La vicenda risale all’ormai lontano marzo 2018, eppure si è conclusa solo oggi. Una ragazza ventenne è stata costretta improvvisamente a lasciare il proprio posto di lavoro, maestra in un asilo di Torino. Il motivo? Al tempo frequentava un giovane, il quale ha inviato delle foto intime di lei in una chat WhatsApp di gruppo. Ciò è accaduto all’oscuro della ragazza, che non aveva mai dato il proprio consenso in merito all’azione compiuta. Le foto si sono velocemente diffuse, arrivando a un uomo; questi altri non era altri che un genitore di una degli alunni della maestra. Sua moglie, riconoscendo la ragazza nelle foto, ha prontamente consegnato le immagini al dirigente scolastico. Pochi giorni dopo, la maestra ha dovuto firmare forzatamente le dimissioni. È entrata, in questo modo, a far parte della triste lunga lista di vittime di revenge porn.

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Processo maestra asilo: giustizia è stata fatta?

occupazione femminileA quasi tre anni dall’accaduto, la giustizia è intervenuta e ha messo un punto finale a questa storia. Tre persone sono state condannate:

  • La direttrice dell’istituto dell’infanzia a 14 mesi;
  • La madre di una bambina, che ha consegnato le immagini, a 12 mesi;
  • Un’altra maestra a 8 mesi.

Violazione della privacy, ecco il capo d’accusa. È stato incluso nel processo anche il marito della donna condannata, colui che ha ricevuto le foto attraverso la chat di gruppo, ma è stato assolto. Chiara ha diritto a un ricco risarcimento, ma i suoi problemi non sono affatto finiti qui. Dice, infatti: “Non mi sento risarcita a livello personale. Non ho ancora trovato un lavoro, ma il mio obiettivo è quello di tornare a insegnare in un asilo.”

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