Processo Strage Altavilla al via. L’Iter processuale è iniziato il 2 aprile 2025, presso il Tribunale di Termini Imerese. Il procedimento giudiziario è stato intentato dopo il triplice omicidio che ha scosso Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Giovanni Barreca, accusato di aver ucciso la moglie Antonella Salamone e i figli Emanuel e Kevin, di 5 e 16 anni, affronta il giudizio insieme alla figlia 18enne e ai coniugi Sabrina Fina e Massimo Caradente. La vicenda, avvenuta a febbraio 2024, è emersa come un caso di fanatismo religioso estremo. Tutto è poi culminato in torture e sevizie. Una carabiniera, testimone chiave, ha descritto i corpi dei due minori come segnati da evidenti tracce di violenza. Tutto sembra confermare che si sia trattato di un rito “di purificazione”.
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Processo Strage Altavilla al via: i dettagli agghiaccianti delle torture emerse in aula
Processo Strage Altavilla durante la prima udienza, la testimonianza della carabiniera ha portato alla luce particolari raccapriccianti. I corpi di Emanuel e Kevin presentavano segni di sevizie. I due presentavano infatti bruciature e ferite da percosse, inflitte con oggetti come cavi elettrici e attrezzi da camino. La madre, Antonella, è stata trovata carbonizzata in giardino, dopo essere stata torturata e uccisa per prima. Parrebbe che la donna si sia opposta alle violenze sui figli. Gli imputati, secondo l’accusa, avrebbero agito spinti dalla convinzione di liberare la famiglia da presenze demoniache. Il delirio mistico ha trasformato una villetta comune in una scena del crimine.
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Il ruolo degli imputati: una rete di fanatismo religioso
Nel processo emerge il coinvolgimento di più figure. Giovanni Barreca, reo confesso, avrebbe agito con la complicità della figlia maggiore, allora 17enne. La ragazza ha ammesso di aver partecipato attivamente alle torture. Sabrina Fina e Massimo Caradente, definiti “santoni”, sono accusati di aver plagiato la famiglia, convincendola della necessità di un esorcismo. La giovane, ora 18enne, è stata condannata a 20 anni in abbreviato. Per gli altri tre il dibattimento è appena iniziato. Le indagini hanno rivelato una dinamica di manipolazione psicologica, con la coppia che avrebbe orchestrato il rito fatale.
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Un caso che interroga: tra giustizia e fragilità umana
Il processo non è solo un iter giudiziario, ma un’occasione per riflettere su fragilità mentali e sulle derive religiose. La comunità di Altavilla Milicia, ancora segnata dal lutto, segue con attenzione gli sviluppi. Il Comune si è costituito parte civile. La carabiniera testimone ha raccontato di una scena “difficile da descrivere”. Ha inoltre sottolineato l’impatto emotivo di un crimine che ha sconvolto anche gli inquirenti. Si attendono ora le prossime udienze per chiarire responsabilità e moventi.






























