Prof minaccia alunna in DAD: “Vieni in presenza o ti spezzo la gamba”

0
186
prof alunna gamba

Prof alunna gamba: cosa hanno in comune queste tre parole? Si tratta di una spiacevole vicenda accaduta presso una scuola di Firenze. Un’insegnante ha minacciato di rompere una gamba a una ragazza – che ne aveva già una fratturata – se non fosse andata in presenza. Le parole della professoressa sono state registrate. I genitori dell’alunna si sono rivolti a degli avvocati per risolvere la questione.

Ti consigliamo come approfondimento – Ragazza riceve quattro dosi di vaccino per errore: disidratata e pallida

Prof alunna gamba: “Te la spezzo!”

Dad“Venerdì prossimo possiamo avere il piacere di vederti qui con noi, vero? Vedi di farti accompagnare sennò ti spezzo pure l’altra gamba. Quindi smetti di stare a casina a coccolarti la gamba. Vieni a scuola.” Queste sono state le parole con cui un’insegnante di inglese del liceo Alberti-Dante di Firenze si è rivolta a una sua alunna. La giovane, affetta da disturbi specifici dell’apprendimento, stava seguendo le lezioni in DAD a causa di un impedimento fisico. La settimana prima, infatti, aveva avuto una distorsione del ginocchio durante l’ora di educazione fisica. A causa del suo deficit, era stata autorizzata a registrare le lezioni. È per questo motivo che si hanno prove concrete di ciò che le è stato detto. I genitori, allarmati dall’accaduto, hanno immediatamente preteso delle scuse da parte non solo della professoressa coinvolta, ma anche dalla preside dell’istituto. Ma queste non sono mai arrivate. Perciò si sono rivolti agli avvocati Francesca Meniconi e Pierluigi D’Antonio. “Lo facciamo affinché nostra figlia, che sta soffrendo molto per quanto avvenuto, abbia giustizia”, hanno spiegato.

Ti consigliamo come approfondimento – Studentessa con leucemia chiede DaD senza video, il preside la umilia

Prof alunna gamba: la risposta della scuola

18enne stuprata padreLa dirigente del liceo, Rita Urcioli, ha difeso il plesso e i suoi collaboratori. Ha affermato che sono state svolte indagini interne e riunioni con tutto il personale. I procedimenti sono ancora in corso e pertanto riservati, ma è bene rendersi conto del contesto delle parole pronunciate dall’insegnante. Secondo lei, comunque, il ricorso ai legali non è stato una scelta saggia. “Reputo che questo clamore non faccia il bene della ragazza”, è la sua opinione a riguardo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

sette − 2 =