Pordenone, professoressa no vax si licenzia: “Il vaccino non può essere imposto!”

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Professoressa no vax licenziata

Professoressa no vax licenziata: la docente si è dimessa dalla cattedra di biologia perché contro il Green pass. “Il vaccino non può essere imposto”, ha dichiarato la donna al “Messaggero Veneto”. Francesca Del Santo, 46 anni, è tra i promotori delle manifestazioni contro il vaccino anti-Covid. “La priorità è quella di una scelta etica”, ha commentato sulla scelta di lasciare il proprio lavoro nonostante le ristrettezze economiche.

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Professoressa no vax licenziata: la storia di Francesca Del Santo

Professoressa no vax licenziataFrancesca Del Santo, 46 anni, è una professoressa no vax licenziata. Ha lavorato come docente di biologia in un istituto superiore. Volontariamente, ha deciso di dimettersi dal proprio incarico dopo l’entrata in vigore del Green Pass. Dopo ben diciassette anni di insegnamento, ha deciso di lasciare il proprio incarico presso l’IPSIA “Della Valentina” di Sacile, in provincia di Pordenone.

Il vaccino non può essere imposto”, ha dichiarato al “Messaggero Veneto”. L’ormai ex docente si è fatta spesso portavoce bandiera di tutti coloro che, come lei, vanno contro le decisioni del Governo. Non a caso, la donna è stata una delle organizzatrici dell’ultimo flash mob contro il Green Pass, svoltosi nella città friulana. A conferma delle proprie convinzioni, Francesca Del Santo ha anche inciso una canzone rock. Il pezzo si chiama “Come un virus”, e lo si può ascoltare tramite YouTube e altri canali social. Tra le frasi più forti del testo: “Uccidiamo come un virus. Divoriamo il pianeta come un tarlo. E tutto questo è per lui solo e sempre: il Dio denaro”.

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Professoressa no vax licenziata: una scelta etica?

Professoressa no vax licenziataNon navigo nell’oro e non ho rendite. Mi mancheranno molto gli studenti, ma la priorità è quella di una scelta etica. Credo fermamente che debba essere garantita la libertà di opinione e scelta”. Così ha affermato Francesca Del Santo al “Messaggero Veneto”. L’attivista no vax, tra le più conosciute a Pordenone, ha preferito perdere il proprio posto di lavoro piuttosto che aderire al Green Pass. “La coerenza è una virtù. Non sopporto i ricatti sulla salute. Mi appello ai diritti della Costituzione e alla salute. Credo fermamente che debba essere garantita la libertà di opinione e di scelta”, ha continuato.

A Palermo, invece, un professore accademico ha suscitato polemiche per un commento lasciato al di sotto di un post “pro Green Pass” di Enrico Letta. L’insegnante in questione è Gandolfo Dominici, docente di Scienze economiche, aziendali e statistica all’Università di Palermo. Il post del segretario PD parlava della libertà legata ai benefici del vaccino. Il commento dell’insegnante, invece, riportava la foto dell’entrata del campo di concentramento ad Auschwitz. Al posto della celebre frase “Arbeit mach frei”, ha scritto “Il vaccino rende liberi”, accompagnato dall’ironico commento “Non fa una piega”.

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Professoressa no vax licenziata, non un caso isolato: lezioni a rischio

Professoressa no vax licenziataIl fenomeno della professoressa no vax licenziata volontariamente non è isolato. Emblematico è il caso del Trentino Alto Adige. Nella regione, infatti, ben 20 insegnanti hanno messo a rischio l’inizio del nuovo anno scolastico. I docenti in questione hanno deciso di lasciare il proprio lavoro perché contro l’obbligo del Green Pass. Altri 58 sono, invece, sospesi perché ancora privi del certificato verde.

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