Pronto soccorso veterinario: in Campania nasce 118 per animali in difficoltà

0
346
Pronto soccorso

A partire dal mese di gennaio 2020 entrerà in funzione il numero verde per il pronto soccorso veterinario, che farà capo alla Asl Napoli 1. Si tratta dell’applicazione della legge regionale n.3 dello scorso aprile, volta alla tutela del benessere degli animali d’affezione. Molte sono le iniziative che mirano al raggiungimento di questo obiettivo e che saranno attuate secondo le disposizioni approvate dalla Regione Campania. La norma punta al riordino della medicina veterinaria per il miglioramento della qualità della sanità pubblica regionale.

Ti consigliamo come approfondimento – Circo: la Campania dice stop. La regione approva il divieto

Pronto soccorso veterinario: il numero verde

Pronto soccorsoIl numero verde, attivato in via sperimentale, funzionerà come il 118 per il pronto soccorso. Si presterà assistenza sanitaria medica e chirurgica di pronto soccorso agli animali d’affezione, con e senza padrone, in regime di ricovero ospedaliero.

L’articolo 1, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 definisce gli animali d’affezione o animali da compagnia “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicità”.

Sono tante le persone che convivono con animali domestici. Perciò è necessario che sappiano a chi rivolgersi nel caso questi ultimi fossero in difficoltà. Come il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha spiegato “esercitare forme di violenza nei confronti di persone o animali non fa differenza e deve essere combattuto sia sul piano normativo che culturale”.

Ti consigliamo come approfondimento – Cane malato? Trascurarlo è reato, lo dice la Cassazione

La lotta al randagismo

Pronto soccorsoLa Asl ha un ruolo centrale anche nella lotta al randagismo. Infatti, individuato un cane randagio sarà subito assistito sanitariamente dalla Asl per tutte le eventuali patologie e necessità. Solo dopo potrà entrare in canile o essere affidato a una famiglia adottiva.

Sono inoltre previsti programmi di sterilizzazione per gli animali senza padrone e campagne contro l’abbandono e per l’adozione consapevole. In quest’ottica si colloca anche l’istituzione di un archivio regionale degli animali e dei padroni. Si tratta di un’anagrafe informatizzata degli animali domestici collegata in rete con banche dati regionali e nazionali. Tra le novità ci sono corsi obbligatori per i proprietari di animali pericolosi e il registro tumori per gli animali.

Ti consigliamo come approfondimento – Animali, come difenderli: ecco le pene previste dal codice penale

Abbandono: un’emergenza preoccupante

Protno soccorsoSecondo i dati dell’associazione animalista AIDAA, durante le festività natalizie i cani abbandonati, morti o dispersi sono stati circa 2.000. Solo nei cento canili italiani monitorati dall’associazione, nel periodo compreso tra il 24 dicembre 2019 e il 5 gennaio 2020, sono giunti ben 1.767 cani abbandonati. A questi vanno aggiunti i 194 morti o dispersi, fuggiti per i botti di capodanno. Il dato più triste è che il picco dell’abbandono si è raggiunto il 24, 25 e 26 dicembre. In soli tre giorni sono stati abbandonati 358 cani, di cui molti cuccioli.

Questi numeri segnalano che c’è sicuramente ancora una grave mancanza di tutela e rispetto del mondo animale. Non resta che augurarsi che le iniziative della Regione risveglino la sensibilità della collettività e garantiscano il benessere dei nostri amici animali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

6 + dieci =