Pomigliano, i commercianti per protesta consegnano le chiavi delle attività

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Protesta commercianti Pomigliano

Protesta commercianti Pomigliano: “Non ce la facciamo più a resistere!”. Si è svolta oggi tra le ore 16:00 e le ore 16:30, in rispetto a tutte le norme anti Covid, la manifestazione pacifica dei commercianti di Pomigliano d’Arco, in piazza Giovanni Leone, che simbolicamente e ordinatamente hanno consegnato le chiavi delle proprie attività allo Stato.

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Protesta commercianti Pomigliano: manifestazione pacifica

Protesta commercianti Pomigliano Questa è la seconda manifestazione pacifica a distanza di qualche mese sempre in piazza Giovanni Leone. I commercianti sono stanchi di queste chiusure a singhiozzo che ormai durano da più di un anno e senza risultati, che hanno portato all’indebitamento delle loro attività. Nonostante la pioggia, con gli ombrelli e le mascherine, hanno manifestato in tanti ma soprattutto in modo ordinato e pacato. Alla fine della manifestazione ognuno di loro si è distaccato dal gruppo e ha consegnato simbolicamente le chiavi della propria attività allo Stato, chiedono spiegazioni, chiarimenti e una risoluzione per questa situazione ormai insostenibile.

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Protesta commercianti Pomigliano: parola a Ciro Esposito di Confcommercio

flash mob
Ciro Esposito, rappresentante Confcommercio

Ciro Esposito organizzatore dell’evento e portavoce di Confcommercio ci ha rilasciato la seguente dichiarazione per spiegare i motivi della manifestazione: “I commercianti sono stanchi di queste chiusure a singhiozzo che durano da più di un anno e ottengono risultati negativi. Sono stanchi perché queste chiusure li hanno ridotti alla miseria, hanno problemi con il fitto, con le utenze, con tutto. La nostra manifestazione è pacifica, così come lo è stata quella precedente, ma ci chiediamo come mai mentre le persone continuano ad assembrarsi nelle Poste, nei bus, nei supermercati, i parrucchieri, i centri estetici, le palestre, i ristoranti debbano restare chiusi. Consegniamo allo Stato le chiavi delle attività commerciali perché ormai non ci resta altro da fare con queste restrizioni“.

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