Protesta ex-lavoratori Montefibre: “Vogliamo indietro la nostra dignità!”

0
617
Protesta ex-lavoratori Montefibre
Ph Mimmo Falduti

Protesta ex-lavoratori Montefibre. Questa mattina alcuni ex lavoratori della Montefibre di Acerra hanno protestato davanti alla Prefettura di Napoli. Dopo circa tre ore sono riusciti ad ottenere un incontro con un collaboratore del Prefetto. Il collaboratore è il Dott. Annunziata, il quale si è impegnato ad interagire con le istituzioni regionali e nazionali.

Ti consigliamo come approfondimento-Whirlpool, lavoratori in rivolta. Bloccati i binari della stazione di Napoli

Protesta ex-lavoratori Montefibre davanti alla Prefettura

Ph Mimmo Falduti

Questa mattina una delegazione degli ex lavoratori della Montefibre di Acerra ha protestato davanti alla Prefettura. Dunque, le grida di disperazione degli ex lavoratori della Montefibre continuano, nonostante siano passati 17 anni dalla chiusura. La protesta è durata circa tre ore, dopo le quali la delegazione ha ottenuto un incontro con il Dott. Annunziata. Quest’ultimo è uno stretto collaboratore del Prefetto di Napoli Marco Valentini. La delegazione ha consegnato al Dott. Annunziata un dossier, una risoluzione e un documentario di tutta la vertenza Montefibre. Il collaboratore del Prefetto si è impegnato a fare il possibile per aprire una discussione risolutiva con la Regione e il Governo. Le proteste durano da 17 anni e gli ex lavoratori aspettano un aiuto dallo Stato dalla chiusura dello stabilimento. Quello stabilimento che venne chiuso per dar spazio a termovalorizzatore di Acerra.

Ti consigliamo come approfondimento-Whirlpool: lavoratori in piazza, consegnata lettera al prefetto di Napoli

Protesta ex-lavoratori Montefibre: sempre le stesse richieste

Ph Mimmo Falduti

Gli ex lavoratori della Montefibre di Acerra protestarono anche nel maggio scorso fuori la sede Rai di Napoli in via Marconi. Come oggi, anche allora, chiesero di ottenere un incontro con le istituzioni e una soluzione al loro problema. Infatti, gli ex lavoratori dell’azienda napoletana ottengono un assegno annuo di 500 euro e chiedono di essere reinseriti nel mondo del lavoro. Molti dei 140 ex lavoratori hanno perso la vita a causa della vicinanza ad amianto e prodotti chimici cancerogeni. I restanti sono morti psicologicamente, in quanto non hanno più una dignità a causa della perdita del loro lavoro. Infatti, l’azienda nata nel 1972 chiuse nel 17 anni fa perché nell’area in cui era situata, doveva nascere il termovalorizzatore. Alcuni lavoratori furono trasferiti ad altri stabilimenti, ma nel 2018 l’azienda dichiarò fallimento.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

uno + 20 =