Protesta giornalisti Rai: contrari alla nuova par condicio e al carcere per diffamazione

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Sciopero sindacale giornalisti Rai
Dalle pagine Facebook di "MattinaRai1" e "Ufficio Stampa Rai"

Protesta giornalisti Rai contro i nuovi emendamenti del governo in vista delle prossime elezioni europee. In un comunicato letto dai giornalisti Rai si evince l’accusa al Governo di voler trasformare il servizio pubblico nel “proprio megafono”. Ma l’indignazione non riguarda solo le nuove regole sulla par condicio. Secondo un emendamento i giornalisti potrebbero rischiare anche il carcere in caso di diffamazione.

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Protesta giornalisti Rai contro i nuovi emendamenti del Governo accusato di voler fare del servizio pubblico il “proprio megafono” in vista delle prossime elezioni europee

Protesta giornalisti RaiProtesta giornalisti Rai contro i nuovi emendamenti del Governo in materia di par condicio. Lo scorso 10 aprile l’Usigrai, il principale sindacato dei giornalisti Rai, ha diffuso un durissimo comunicato. Si critica il nuovo funzionamento della “par condicio”. Il nuovo regolamento è stato approvato martedì dalla commissione bicamerale di vigilanza rai. Questo comunicato è stato letto giovedì sera al termine dei principali telegiornali Rai (Tg1; Tg2; Tg3). Nel testo si evince che le nuove regole sarebbero una violazione della libertĂ  di stampa. La maggioranza viene accusata di voler ridurre il servizio pubblico a proprio, personale, “megafono”. A preoccupare i giornalisti non sarebbe solo questa variazione di regole. Secondo un altro emendamento, i giornalisti in caso di diffamazione potrebbero addirittura rischiare il carcere.

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Il testo integrale del messaggio letto al termine dei maggiori Tg Rai nella giornata di Giovedì

Protesta giornalisti Rai“La maggioranza di governo ha deciso di trasformare la Rai nel proprio megafono. Lo ha fatto attraverso la Commissione di Vigilanza. Ha approvato una norma che consente ai rappresentanti del governo di parlare nei talk senza vincoli di tempo. Senza contraddittorio. Non solo. Rainews24 potrĂ  trasmettere integralmente i comizi politici. Senza alcuna mediazione giornalistica, preceduti solo da una sigla. Questa non è la nostra idea di servizio pubblico, dove al centro c’è il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti che fanno domande. Anche scomode. Che verificano quanto viene detto. Fanno notare incongruenze. Per questo, gentili spettatori, vi informiamo che siamo pronti a mobilitarci per garantire a voi un’informazione indipendente, equilibrata e plurale”.

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Non solo le nuove regole sulla par condicio preoccupano i giornalisti ma anche un nuovo emendamento che, in caso di diffamazione, gli farebbe rischiare il carcere

Alessia Piperno libera, Parma uomo nudo machete, caserta carcere violenze, Cosimo Di Lauro morto, Protesta giornalisti RaiContenuto all’interno del DdL sulla diffamazione ci sarebbe anche un emendamento che prevederebbe una pena di 4 anni e mezzo per i giornalisti in caso di diffamazione. La legge arriva da Fratelli d’Italia. Alfredo Bazoli, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia, sottolinea come tale emendamento metta in serio pericolo la libertĂ  di stampa. Tuttavia non sono solo le opposizioni ad attaccare. Anche dalla maggioranza iniziano a piovere critiche in merito. Il capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia Pierantonio Zanettin si è schierato apertamente contro questo nuovo emendamento. Zanettin ha parlato di altri meccanismi giuridici possibili da utilizzare. Inoltre ammette che, sul carcere, il partito a cui appartiene ha dei forti dubbi.