Protesta ristoratori: a Napoli locali chiusi, a Milano sfidano le regole, multati

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Protesta ristoratori: dopo l’adesione all’iniziativa #ioapro, i ristoratori in tutta Italia hanno preso decisioni diverse. Mentre la movida di Napoli ha deciso di non sfidare il decreto e di rimanere chiusi, diversi locali a Milano e in altre città italiane hanno invece aperto ai clienti, restando aperti dopo le 18. 

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Protesta ristoratori: la movida di Napoli decide di non rischiare 

bar e ristoranti protesta ristoratori I locali posti nei quartieri, un tempo, centro della movida di Napoli, hanno deciso di chiudere alle 18 rispettando le regole del decreto ministeriale. I ristoranti delle zone del Vomero e di via Chiaia sono rimasti aperti solo per il pranzo. La decisone è stata quella di non rischiare ed evitare una possibile sanzione. Il presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha dichiarato come questa sia l’azione giusta da intraprendere. “Bisogna continuare a far valere i nostri diritti, “ma rispettando le norme e le regole imposte dal governo. Aprire questa sera sarebbe stato come farci un autogol che in questo momento non possiamo permetterci.” La decisione dei ristoratori potrebbe plausibilmente essere stata influenzata anche dall’annuncio della Campania in zona gialla. Decisone che permetterà ai locali e bar di aprire alla clientela almeno per metà giornata.

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Protesta ristoratori: a Milano si apre tra musica e balli 

fase 2, protesta ristoratori La decisone è stata diversa invece per altri ristoratori italiani. In particolare le luci sono su Milano e sulle vere e proprie feste alla libertà che si sono celebrate in alcuni locali durante la scorsa serata. I locali hanno aperto le porte a oltre 90 clienti. “La pandemia non è come ce la raccontano protestiamo per riprenderci la dignità e il lavoro che ci hanno tolto. Resteremo aperti anche i prossimi giorni.” Queste le dichiarazione della titolare di uno dei locali del centro di Milano. L’intenzione è quindi quella di restare aperti anche durante la zona rossa. “Non è zona rossa i clienti hanno aderito tutti. I clienti sono stufi di rimanere chiusi in casa e anche noi.” Sia proprietari e che i clienti sono stati identificati dalla polizia e multati. 

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