
Punto Cassazione su Olindo Romano e Rosa Bazzi. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una delle vicende giudiziarie più discusse d’Italia. Quella della strage di Erba. I giudici della V sezione penale hanno respinto il ricorso presentato dai difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Confermata la condanna all’ergastolo per il quadruplice omicidio del 2006. Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini persero la vita in un brutale attacco. I coniugi Romano furono ritenuti colpevoli in tre gradi di giudizio. La decisione chiude un lungo iter di richieste di revisione, lasciando intatto l’impianto accusatorio basato su testimonianze, confessioni e tracce ematiche.
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Punto Cassazione sulla strage di Erba: perché la revisione è stata negata?
Punto Cassazione sulla strage del 2006. La richiesta di revisione del processo, avanzata dalla difesa e sostenuta dal sostituto procuratore generale di Milano Cuno Tarfusser, si fondava su presunte nuove prove. Tuttavia, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giulio Monferini, ha smontato queste argomentazioni definendole “mere congetture” e “prospettazioni astratte”. Secondo i giudici, gli elementi presentati non erano né nuovi né significativi. Sono stati giudicati incapaci di scalfire i pilastri della condanna. Le prove chiave della loro colpevolezza sono la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, le confessioni dei coniugi (poi ritrattate) e il sangue di una vittima trovato sull’auto di Olindo. La Corte ha così confermato la solidità del verdetto originale.Ti consigliamo come approfondimento – Caso Diciotti sentenza storica: la Cassazione ordina al governo di risarcire i migranti
Che reazioni ha suscitato la sentenza?
La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti. Giuseppe Castagna, che nella strage ha perso sorella, madre e nipotino, ha espresso sollievo, sperando che questo sia il punto definitivo di una vicenda durata 18 anni. Ha sottolineato il desiderio di giustizia e normalità per la sua famiglia, pur temendo ulteriori ricorsi. Dall’altra parte, i legali di Olindo e Rosa, guidati da Fabio Schembri, si sono detti delusi ma determinati a proseguire la battaglia legale. Gli avvocati della difesa sono convinti che ci siano stati errori processuali. Azouz Marzouk, marito e padre di due vittime, ha ribadito la sua convinzione sull’innocenza dei coniugi, alimentando il dibattito pubblico.Ti consigliamo come approfondimento – Sentenza della Cassazione: l’alcol test non serve, basta l’odore per provare l’ubriachezza
Un caso che divide ancora l’opinione pubblica
Nonostante la Cassazione abbia chiuso il capitolo giudiziario, la strage di Erba continua a dividere. Da un lato, c’è chi vede nella sentenza una conferma di giustizia per le vittime. Dall’altro, chi sostiene che dubbi irrisolti meritino ancora attenzione. La vicenda, iniziata l’11 dicembre 2006, ha attraversato anni di processi, revisioni e polemiche, con il coinvolgimento di figure come Tarfusser, censurato per la sua iniziativa. La Cassazione ha ribadito la colpevolezza di Olindo e Rosa, ma il caso resta un simbolo di come la cronaca nera possa lasciare strascichi emotivi e interrogativi nella società italiana.































