Per la prima volta in molti mesi la Russia di Putin ha schierato l’intero spettro dei suoi bombardieri strategici con capacità nucleare contro l’Ucraina, lanciando missili convenzionali da aerei Tu-22M3, Tu-95MS e Tu-160, oltre all’impiego di droni kamikaze.
Secondo gli ultimi dati, almeno 13 persone sono state uccise, tra cui tre bambini, e 57 sono rimaste ferite negli attacchi della Russia, tra i più violenti dell’intera guerra, la prova più evidente finora che Putin non è interessato alle mosse di pace di Donald Trump ed è intenzionato a smembrare l’Ucraina.
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Attacco della Russia, 13 morti in Ucraina. Ecco cosa è successo
Nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2025, la Russia ha sferrato il più massiccio attacco aereo contro l’Ucraina dall’inizio del conflitto nel 2022. Secondo fonti ucraine, sono stati lanciati 367 tra missili e droni, colpendo diverse regioni del Paese, tra cui Kiev, Zhytomyr, Odessa, Dnipro e Kharkiv. Almeno 13 civili hanno perso la vita, tra cui tre bambini di 8, 12 e 17 anni nella regione di Zhytomyr, e 56 persone sono rimaste ferite.
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Putin attacca l’Ucraina: la risposta della Nato
In risposta all’attacco, la NATO ha aumentato lo stato di allerta lungo il suo fianco orientale. La Polonia ha dichiarato di aver mobilitato tutte le forze e le risorse disponibili, inclusi caccia e sistemi di difesa aerea, per garantire la sicurezza delle aree confinanti con l’Ucraina.
L’attacco è avvenuto durante un periodo di apparente distensione, segnato da uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Nei giorni precedenti, oltre 600 prigionieri erano stati liberati da entrambe le parti, in quello che era stato definito il più grande scambio dall’inizio della guerra.
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Nonostante i recenti colloqui tra Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avevano alimentato speranze di un possibile cessate il fuoco, l’intensificazione degli attacchi russi solleva dubbi sulla reale volontà del Cremlino di porre fine al conflitto.




























