Covid, variante inglese: quarantena più lunga? La risposta degli esperti

0
210
Quarantena variante inglese

Quarantena variante inglese più lunga? È quanto emerso da uno studio condotto dall’università di Harvard. A durare maggiormente sarebbe la fase proliferativa, quella in cui il virus si replica nelle cellule dell’organismo. In questo modo, si va verso l’aumento dei giorni di isolamento da rispettare.

Ti consigliamo come approfondimento – Paesi Covid free? Esistono e sono 14 in tutto il mondo. Ecco la lista

Quarantena variante inglese: la mutazione del ceppo virale

Quarantena variante ingleseQuarantena variante inglese. Dal momento in cui il Covid è entrato a far parte delle nostre vite lo scorso anno, gli scienziati hanno ipotizzato che fosse stabile. La famiglia dei Coronavirus, infatti, non muta facilmente. Tuttavia, questa previsione si è rivelata del tutto errata sul Sars-CoV-2. Il patogeno, infatti, è stato in grado di acquisire piccole mutazioni casuali. Queste, in seguito, creano errori in piccoli o grandi tratti del codice genetico virale. Di conseguenza, il ceppo cambia totalmente e assume una propria valenza, differente da quella di origine.

In alcune aree del mondo, il Covid ha avuto varie mutazioni. In paesi come Regno Unito, Sudafrica, Brasile e Svezia, le variazioni hanno avuto il sopravvento. “Quelle che stiamo vedendo sono mutazioni simili che compaiono in luoghi diversi. Il che è abbastanza indicativo del fatto che quelle mutazioni stanno facendo qualcosa”. Così ha affermato Adam Lauring, virologo dell’Università del Michigan. Le varianti in questione, infatti, aiutano il virus originale a replicarsi più facilmente e più velocemente.

Ti consigliamo come approfondimento – Speranza in diretta: “Nuovo DPCM in arrivo il 6 marzo, durerà un mese”

Quarantena variante inglese: lo studio dell’università di Harvard

Quarantena variante ingleseQuarantena variante inglese – L’università di Harvard sta lavorando allo studio della variante inglese del Covid. La sua trasmissibilità è più alta del 50% rispetto al virus originario. Ciò avviene perché la sua proteina Spike si lega alle cellule umane molto più facilmente. La mutazione britannica risulta essere maggiormente in grado di sopravvivere sia all’interno che all’esterno dell’organismo. In una situazione in cui il virus permane maggiormente nel corpo, gli risulta più facile attaccare gli organi. La conseguenza è l’aumento vertiginoso dei numeri in terapia intensiva e dei decessi. Oltretutto, il ceppo britannico sembra essere molto diffuso tra giovani e bambini, nei quali spesso segue la sindrome di Kawasaki.

Gli esperti hanno previsto che, entro la metà di marzo, la variante inglese sarà quella predominante in Europa.  

Ti consigliamo come approfondimento – AstraZeneca, 50% di dosi in meno in Europa: slitta la campagna vaccinale

Quarantena variante inglese più lunga?

Quarantena variante inglese
Quarantena variante inglese

Quella della “quarantena variante inglese” più lunga è una condizione papabile secondo gli studiosi di Harvard. Dato che il nuovo ceppo permane più tempo nel corpo umano, il tempo del contagio si allunga. In questo modo, anche il periodo di quarantena è costretto a propagarsi per più tempo.

Allo studio accademico hanno partecipato circa 65 pazienti, di cui 7 con la variante britannica. Ognuno di loro è stato sottoposto a tampone ogni giorno. Le 7 persone colpite dalla variante hanno avuto una durata media dell’infezione pari a 13,3 giorni. I pazienti che invece hanno contratto la forma originaria, hanno avuto un’infezione lunga 8,2 giorni. Ciò che dura di più è la fase proliferativa, ovvero quella che vede il virus replicarsi nelle cellule.

Harvard è ancora a lavoro per mettere un punto sulla situazione. Se i dati raccolti dovessero dare conferma, sarà necessario modificare i parametri di isolamento. In questo caso, i tempi di quarantena per i positivi alla variante inglese si allungherebbero.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

12 − uno =