Raffaele Imperiale arrestato a Dubai: era tra i latitanti più pericolosi d’Italia!

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Raffaele Imperiale arrestato a Dubai dopo una lunghissima latitanza. Era ritenuto uno dei latitanti più pericolosi d’Italia. Il boss della camorra nato a Castellammare di Stabia nel 1974. L’operazione ha visto la collaborazione di diverse autorità. Dalla Guardia di Finanza di Napoli alla squadra Mobile della Procura di Napoli. Il tutto collaborando con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Interpol ed Europol. L’arresto è avvenuto lo scorso 4 agosto ma per questioni di sicurezza è stato reso noto soltanto oggi.

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Raffaele Imperiale arrestato: la notizia dell’arresto

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Dal profilo Facebook ufficiale della Guardia di Finanza

Non un latitante di vecchia data come Zagaria ma comunque dello stesso calibro. Nonostante il suo breve periodo di latitanza (2016) era stato inserito nella stessa classifica del boss casalese. Raffaele Imperiale infatti risultava all’interno dell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia. Ritenuto uno dei più grandi narcotrafficanti in circolazione. La sua carriera criminale inizia negli anni ’90. Importa droga da Amsterdam e Sudamerica nelle principali piazze di spaccio del napoletano. Dal 2016 viene ricercato per traffico internazionale di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso. Lo stesso anno Imperiale fece ritrovare due quadri di Van Gogh, sottratti dal museo della capitale olandese. Si trovavano in una villa riconducibile allo stesso Imperiale, il valore stimato era di 130 milioni di euro.

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Raffaele Imperiale: la storia del boss di Castellammare

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Foto di Melania Cacace

Raffaele Imperiale, noto come “Zio Lello”, inizia la sua attività criminale negli anni ’90. La storia di Raffaele però parte da Amsterdam, capitale olandese dalla quale importa droga nel napoletano. Ci riesce grazie alle alleanze che costruisce in quegli anni. Prima con i Sudamericani, poi con il clan degli Amato (ovvero “gli scissionisti”). Durante la guerra tra Scampia e Secondigliano si oppone al clan di Lauro. Qui la “svolta” della sua carriera da criminale. Infatti diventa il nuovo rifornitore per tutti coloro che non appoggiavano i Di Lauro. Successivamente la nota fama dovuta ai quadri di Van Gogh ed infine la fuga. Una latitanza che inizia a Dubai nel 2016 e che termina, nella stessa città, 5 anni dopo.

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