Ragazza cacciata di casa perché lesbica. Madre: “Fai schifo, ti ammazzo”

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Malika durante l'intervista a Fanpage

Ragazza cacciata casa a Castelfiorentino, in Toscana. Dopo aver confessato alla sua famiglia di essere gay, ha ricevuto messaggi d’odio da parte dei genitori e dal fratello. Tra questi, anche minacce di morte. Adesso vive per strada e non ha nulla con sé. Non ha più potuto far ritorno alla propria abitazione, neanche per poter avere i propri effetti personali.

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Ragazza cacciata casa: “Fai schifo”

nuove generazioni“Ma che vita pensi di andare a fare? A fare la lesbica in giro additata da tutti? […] se t’acchiappo per strada ti strappo il cuore dal petto e ti sbrano in mille pezzi. Parliamo dell’altra gente, ma loro sono fortunati perché i figli li hanno normali e solo noi abbiamo uno schifo così!” Queste sono state le pungenti parole che Malika Chalhy, 22 anni e fiorentina, si è sentita dire dalla propria madre. La sua genitrice ha registrato dei messaggi vocali e glieli ha inviati tramite WhatsApp, cacciandola di casa. La ‘colpa’ di Malika è essere omosessuale e di aver fatto coming out con la sua famiglia. L’ha fatto scrivendo una lettera indirizzata alla sua famiglia, in cui ha scritto di essersi innamorata di una ragazza. Dopo quel giorno, non ha più potuto far ritorno a casa propria, neanche per portare via le cose di sua appartenenza. Con una nuova serratura all’uscio principale, neanche i Carabinieri sono riusciti ad aiutarla. Il motivo: “Ha detto di non sapere chi fossi.

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Ragazza cacciata casa: “Nell’amore non c’è nulla di male”

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Lorenzo Tosa, dal suo profilo Facebook ufficiale

Il suo monologo, pronunciato durante un’intervista con Fanpage, continua. “Non mi vergogno per ciò che sono. Non c’è niente di male ad amare qualcuno, a prescindere dal sesso o da qualsiasi altro fattore. Nell’amore non ci sarà mai nulla di male, sono le sue sofferenti parole, dette tra le lacrime. La storia di questa ragazza fiorentina ha indignato il popolo del web, e non solo. Tanta solidarietà e tanti messaggi d’affetto sono stati inviati tramite i social network. In molti si sono espressi in favore della giovane, tra cui anche il giornalista Lorenzo Tosa. In un post sul suo profilo Instagram, infatti, ha riassunto la vicenda, terminando con una provocazione politica. “Lo dicano a Malika, che la legge Zan non è una priorità”, ha scritto. Fa riferimento al disegno di legge in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere non ancora approvata dal governo.

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