Associazione Liberi Imprenditori: la querela contro la legge sul reddito di cittadinanza

0
136
reddito cittadinanza
Il Presidente Alessandro Fucci

Il reddito cittadinanza è una delle misure governative più discusse e controverse degli ultimi anni. Aslimitaly – Associazione Liberi Imprenditori – rappresentata dal presidente il Dott. Alessandro Fucci con l’avvocato Gennaro D’Agostino, ratifica un esposto al Procuratore della Repubblica. “Il reddito di cittadinanza così, non va!“. L’Associazione si occupa da tempo delle problematiche che attanagliano liberi imprenditori e professionisti di svariati settori: è partita denunciando gli abusi di Invitalia; ha messo su una vera e propria class action contro l’ex Equitalia, per l’iscrizione a ruolo di cartelle
già iscritte e prescritte, raccogliendo circa 90 denunce. Questa volta invece, si occupa del reddito di cittadinanza.

Ti consigliamo come approfondimento – Fisco, arriva lo stralcio delle cartelle: annullati i ruoli fino a 5mila euro

Reddito cittadinanza: le ragioni della querela

reddito cittadinanzaDiversi imprenditori hanno lamentato nei mesi scorsi scarso personale, dovuta alla percezione indebita di taluni di loro del sussidio statale che manca di efficienza e di vigilanza. Questo chiede Aslimitaly: la punizione per chi non ha vigilato su prerequisiti necessari per l’erogazione del sussidio. E soprattutto denuncia il malfunzionamento del sussidio, che così concepito, non elimina la povertà, piuttosto la accresce, favorendo il voto clientelare e lo scambio “legale” di favoritismi partitici.

Questa la dichiarazione di Alessandro Fucci, presidente di Aslimitaly, che si dice stanco  di dover combattere contro i mulini a vento. “Utilizzare il sussidio e gli importi destinati a tale sussidio per rilanciare i comuni, il turismo, i lavori dapprima destinati al servizio
civile, al rilancio dei luoghi di culto talvolta chiusi nelle piccole
realtà per mancanza di personale, potrebbe essere il giusto modo di
destinare quei fondi, piuttosto che destinarli a chi li usa per comprarsi
un iPhone all’ultimo grido, piuttosto che pagare l’affitto di casa”. 

Ti consigliamo come approfondimento – Protesta ex-lavoratori Montefibre: “Vogliamo indietro la nostra dignità!”

Estratto dall’esposto sul reddito cittadinanza

pulizia covid-19 calabria autodichiarazione, concorso cancellieri esperti decreto legge pasqua, riforma giustizia processo penale, processo clan mascitelli reddito cittadinanzaDi seguito un estratto della querela contro la legge sul reddito cittadinanza messa in atto da Aslimitaly: “È ormai noto che dal marzo 2018 in Italia è presente un sussidio
denominato ‘Reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza’. È ormai noto che tale sussidio, necessita di determinati prerequisiti per accedervi. Ed è altrettanto noto che il requisito stesso presuppone un iter giuridico e burocratico affinché possa funzionare
correttamente. Ma andiamo per ordine.”

Il sussidio in questione nasce con una mission ben precisa, l’abolizione della povertà. Un mission che
ad oggi, a quasi 4 anni dall’attivazione, non è stata neanche
minimamente sfiorata. L’iter è semplice: il sussidio ti consente,
attraverso una percezione mensile di un tot calcolato in base alla tua
situazione reddituale, di avere il giusto tempo per cercare
un’occupazione. Tale sussidio ha la valenza di 18 mesi. Ove ci fosse
una chiamata al lavoro, la stessa può essere rifiutata fino a 3 volte,
al termine delle quali, il sussidio decade”.

Ne va da sé che ci sono degli strumenti necessari affinché il sussidio in questione funzioni:
adeguamento dei centri per l’impiego (mai fatto), utilizzo di queste
figure mitologiche chiamate “navigator”, per l’orientamento al
lavoro, la stretta vigilanza sui prerequisiti necessari per accedere al
sussidio. Nessuno dei tre strumenti è stato adottato e reso efficiente,
bensì si è passati immediatamente all’elargizione gratuita dei
denari dei contribuenti. Si sono verificati casi shock nei quali chi
necessitava davvero di un sussidio in attesa di impiego, ha ricevuto
importi minimi come 140 euro mensili, e chi invece aveva immatricolato
nei sei mesi precedenti auto per 2.000 di cilindrata, che invece ne
riceveva 800 di euro, mensili.”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

venti + 15 =