Reddito di Cittadinanza tolto a 90mila famiglie in 9 mesi dopo i controlli

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Reddito cittadinanza revocato a 90mila famiglie in 9 mesi. Questa la notizia che rimbalza oggi sul sussidio tanto decantato dal Movimento 5 Stelle. La motivazione di tale revoca è dovuta alle incompatibilità di requisiti riscontrati. Negli ultimi mesi non sono stati isolati infatti i casi dove i percettori erano pregiudicati o condannati per Mafia. Il motivo principale tuttavia sembra essere la mancata residenza/cittadinanza. Numeri che comunque rasserenano la decisione di Draghi sull’aumento di capitale da destinare al reddito. Ora i controlli ci sono e i parametri iniziano a essere rispettati.

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Reddito cittadinanza revocato: i numeri di questi ultimi anni

decreto cura italia reddito bonus tiroide concorso pensione ticket sanitario canone rai reddito di emergenza laura ziliani figlie arrestate aumento prezzo benzina, Reddito cittadinanza revocato,Nel mese di settembre 1,34 milioni di famiglie hanno beneficiato del reddito di cittadinanza. Ciò vuol dire circa 3 milioni di persone per un contributo medio di 546 euro. Numeri che si sono ridotti notevolmente con gli ultimi controlli se confrontati con quelli precedenti. Durante il 2020 infatti le revoche erano state appena 26 mila. Più del triplo quindi sono quelle avvenute quest’anno. Il totale si stima sulle 90 mila famiglie. La causa maggiore di revoca del reddito è la mancanza di residenza/cittadinanza, subito seguita dalla variazione ISEE. Da segnalare anche il dato sui beneficiari del reddito. L’ 86% è italiano, il 9% straniero, il 4% è cittadino europeo, l’1% invece tratta i familiari di tutti i casi precedenti.

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Reddito cittadinanza revocato: il commento di Salvini

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Dal profilo Facebook ufficiale di Matteo Salvini

Contro il reddito di cittadinanza Salvini è sempre entrato a gamba tesa. Più per una questione personale con i 5 stelle forse che per motivi politici. Il tradimento dei grillini dopo il primo Governo Conte probabilmente è stato mal digerito. Tuttavia non pone richieste così irrazionali al Presidente Draghi. “Ho chiesto di fare controlli veri a monte e non a valle perché ci sono troppi furbetti”. Afferma tra una metafora e l’altra. “Bisogna garantire un sussidio a chi non può lavorare e non a chi non vuole” continua. “Il reddito va revocato a chi dice no ad una sola offerta di lavoro, non a tre.” Su questo difficile forse dargli torto.

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