Reddito di Cittadinanza a 9mila romeni fantasma: truffa da 60 milioni

0
311
Torino truffa reddito cittadinanza, Reddito cittadinanza romeni fantasma,

Reddito cittadinanza romeni fantasma tentano truffa da 60 milioni. Una vera e propria banda composta da 16 persone, tutte ora in custodia cautelare in carcere. Specializzati in estorsioni hanno strizzato l’occhio al reddito di cittadinanza. Con documenti di 9mila romeni non residenti in Italia hanno tentato di richiedere il Reddito per una somma milionaria. La Guardia di Finanza è però intervenuta in tempo sventando la colossale truffa.

Ti consigliamo come approfondimento – Bari: reddito di cittadinanza percepito da clan mafiosi: 109 denunce!

Reddito cittadinanza romeni fantasma: la truffa dei 9mila ladroni

reddito cittadinanza camorra, Reddito cittadinanza romeni fantasma,Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento. Queste tutte le aree in cui hanno operato e su cui è intervenuta la Guardia di Finanza. Una truffa che avrebbe portato nelle casse della banda una somma pari a 60 milioni. Il piano era semplice: recarsi per richiedere il reddito di cittadinanza fingendosi ogni volta una persona diversa. Per l’esattezza 9.000 documenti di romeni non residenti in Italia. Questa l’attività criminale creata da una banda di 16 romeni in collaborazione con alcuni italiani. Quest’ultimi, a detta degli inquirenti, ritenuti complici o vittime d’estorsione.

Ti consigliamo come approfondimento – Reddito di Cittadinanza tolto a 90mila famiglie in 9 mesi dopo i controlli

Reddito cittadinanza romeni fantasma: il piano della banda

Reddito cittadinanza TikTok, Reddito cittadinanza romeni fantasma,
Dal profilo Facebook ufficiale della Guardia di Finanza

In 16, sparsi per varie città d’Italia, si recavano puntualmente nei Caf-Centri di assistenza fiscale. Qui, presentavano ogni volta documenti diversi per un numero pari a 9 mila. Tutti appartenenti a romeni non residenti in Italia. La loro richiesta era appunto ottenere la residenza sostenendo che tutti fossero in Italia da almeno 10 anni. In alcuni casi venivano aiutati da italiani dietro un compenso di 10 euro (riconosciuto dall’Inps). Nei casi peggiori invece venivano minacciati. Un piano che avrebbe portato nelle casse della banda una cifra pari a 60 milioni. Fortunatamente l’intervento della Guardia di Finanza di Cremona e Novara ha sventato il colpo. Sotto coordinamento della Procura della Repubblica di Milano.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

venti − undici =