Reddito di Cittadinanza: stop al rinnovo. Governo Draghi pronto al taglio

0
543
reddito di cittadinanza draghi

Sul reddito di cittadinanza Draghi è pronto a una stretta. Il nuovo governo sta valutando la possibilità di ridurre la durata del reddito di cittadinanza. L’idea è di imporre anche un limite d’età per poterlo richiedere. Tra le novità però potrebbe esserci anche l’inserimento di un nuovo bonus. Queste e altre possibilità sono al vaglio dei tecnici del ministero del Lavoro presieduto dal neo ministro Andrea Orlando. 

Ti consigliamo come approfondimento – Reddito di cittadinanza, al via la seconda fase: ecco le novità

Reddito di cittadinanza Draghi dice no al rinnovo 

reddito cittadinanza camorra, reddito di cittadinanza draghi La prima novità potrebbe riguardare il rinnovo dopo i 18 mesi. Secondo le regole ancora vigenti infatti dopo i primi 18 mesi, passato un mese di sospensione, è possibile presentare una domanda all’Inps per tornare a ricevere il reddito. Questa procedura potrebbe però cambiare. Il nuovo governo avrebbe infatti intenzione di non permettere l’assegnazione del reddito dopo i primi 18 mesi a chi verrà identificato come “occupabile”. A chi viene ritenuto nella condizione di trovare un impiego però il nuovo governo ha previsto una sorta di bonus d’incentivo. Per chi continuerà a essere considerato dallo stato non occupabile invece, non dovrebbero esserci cambiamenti. Coloro che non potranno più ricevere il sussidio dopo i primi 18 mesi potranno contare su un percorso di formazione attuato da centri specializzati per l’impiego. 

Ti consigliamo come approfondimento – Decreto Pasqua in arrivo: le famiglie saranno divise come a Natale

Reddito di cittadinanza: il bonus 

decreto cura italia reddito bonus tiroide concorso pensione ticket sanitario canone rai reddito di emergenza, reddito di cittadinanza draghi I tagli che il nuovo governo sta preparando si basano su una proposta dello sdoppiamento del sussidio che il Pd appoggia da tempo. Tuttavia tra i nuovi tagli, il Governo è intenzionato anche alla creazione di un bonus. Secondo la norma vigente per un beneficiario che trova un’occupazione, il maggior reddito da lavoro dipendente concorre alla determinazione del beneficio economico nella misura dell’80%. Questo a decorrere dal mese successivo a quello della variazione. Significa quindi una perdita del reddito pari all’80%. Il governo Draghi vorrebbe invece proporre una passaggio dal’80 al 50%. Un aumento della quota d’assegno che spetta al beneficiario, almeno per i primi 6 mesi. Si tratterebbe di una sorta di bonus incentivo. Ovvero di un meccanismo che porterebbe ad una minor perdita del sussidio per i beneficiari che trovano lavoro. Questo almeno nei primi sei mesi del loro ritorno in attività. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

16 − 5 =