Reddito di cittadinanza: a marzo arriva il bis del sussidio. A chi spetta

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reddito di cittadinanza marzo

Per il Reddito di cittadinanza marzo significa un nuovo accredito. Il nuovo pagamento dovrebbe arrivare a fine mese, intorno al 27 marzo. Ci potrebbe essere però una novità rispetto all’erogazione dello scorso mese. Alcuni beneficiari infatti riceveranno un doppio sussidio

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Reddito di cittadinanza marzo: a chi spetta la doppia rata

decreto cura italia reddito bonus tiroide concorso pensione ticket sanitario canone rai reddito di emergenza, reddito di cittadinanza marzo Per alcuni beneficiari a marzo ci sarà un doppio sussidio. Fanno parte di questa categoria coloro che non hanno beneficiato del sussidio nel mese di febbraio, a causa del mancato aggiornamento del proprio ISEE. Si tratterà di un’erogazione in ritardo del sussidio. Infatti tutti coloro che volevano usufruire del beneficio a febbraio, avrebbero dovuto aggiornare il proprio ISEE entro il 31 gennaio. Tuttavia anche coloro che non hanno rispettato questa scadenza beneficeranno, in ritardo, del sussidio di febbraio. La doppia ricarica avverrà in due rate. La prima verrà ricevuta il 15 marzo che corrisponderà al mancato accredito di febbraio, la seconda arriverà invece il 27 marzo. Data in cui anche gli altri beneficiari riceveranno il sussidio mensile ordinario. Il 15 marzo inoltre sarà anche la data in cui i neo beneficiari riceveranno il proprio sussidio per la prima volta. 

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Reddito di cittadinanza: Mario Draghi lo cancellerà? 

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Foto dal profilo Facebook ufficiale di Mario Draghi

Con l’instaurazione del nuovo governo, la paura dei beneficiari di vedersi cancellare il sussidio economico, è accresciuta. Il futuro del reddito presenta tuttavia sfumature molto più complesse. Sicuramente il nuovo governo Draghi sta lavorando per apportare delle modifiche al sistema di erogazione, ma parlare di una vera è propria cancellazione è una prospettiva troppa drastica. Il ministro del lavoro Andrea Orlando ha avanzato la proposta, sempre più plausibile, di uno sdoppiamento. L’idea è di non permettere il rinnovo ai nuclei familiari in cui vi sia almeno una persona “occupabile”. Al contrario si manterrebbero le medesime regole per chi si trova ancora nell’impossibilità di trovare un impiego. 

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