Referendum cittadinanza firme online troppo facili da raggiungere, sarebbe la protesta del leghista Claudio Borghi che ha presentato una proposta di legge per abolire la raccolta online.
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Referendum cittadinanza firme: 500mila raggiunte in pochi giorni
È stata considerata una vera e propria vittoria social. In pochi giorni la raccolta firme per la richiesta di referendum sulla cittadinanza ha raggiunto le 500mila firme richieste. La sola giornata di martedì ha raccolta 150mila firme, il più grande numero mai raggiunto in un giorno. Merito anche della campagna social a cui hanno aderito molte personalità famose.
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Referendum cittadinanza firme: la protesta del leghista Borghi
Il senatore dopo pochi giorni dal raggiungimento delle firme ha espresso le sue perplessità sul raggiungimento delle firme. Insieme al referendum per l’autonomia differenziata è la prima raccolta firme che ha beneficiato della piattaforma online del ministero. “Non ci vuole un genio per capire che se la Costituzione prevedeva 500mila firme per i referendum è perché pensava ad una soglia alta per evitare consultazioni inutili. Solo questioni potenzialmente maggioritarie dovevano meritare un referendum nazionale. Se si mette la firma digitale allora anche uno che vuol abolire il cappuccino se ha abbastanza followers si può svegliare e con quattro click ci arriva. O si alza il numero delle firme (ma allora si deve cambiare la Costituzione) o si cancella la raccolta firme con un click. Credo sia meglio questa seconda ipotesi”.
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Referendum cittadinanza firme: la risposta del segretario di +Europa
La risposta di Riccardo Magi, segretario di +Europa, nonché principale promotore della proposta, ha difeso la raccolta firme. “La Lega annuncia che presenterà una proposta di legge per abolire le firme on line: hanno paura della democrazia, hanno paura del voto popolare, hanno paura di chi chiede più diritti”.































