Scuole aperte: scontro tra Regioni e Draghi. Governo dice no alla chiusura

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Regioni scuole aperte
Foto dai profili Facebook ufficiali

Regioni scuole aperte – Con l’aumento dei contagi, le Regioni hanno chiesto di chiudere gli edifici scolastici e di proseguire in DAD. La proposta è stata bocciata dall’esecutivo Draghi ed è stata definita totalmente “contraddittoria”.

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Regioni scuole aperte: la richiesta dei governatori locali

Regioni scuole aperteRegioni scuole aperte? Secondo Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Puglia, bisognerebbe ritornare in DAD. In queste regioni, infatti, l’impatto della scuola sull’andamento epidemiologico è davvero molto significativo. Michele Emiliano, presidente della Puglia, ha chiesto di chiudere gli edifici scolastici fino al completamento delle vaccinazioni degli insegnanti. In questo modo, ha dichiarato Emiliano, si eviteranno “le eventuali accuse delle procure sull’inosservanza delle misure di sicurezza sul lavoro, avendo fatto tutto ciò che è possibile per evitarlo”.

Il governatore veneto, Luca Zaia, ha chiesto al CTS di esprimersi sulla questione. “La scuola è una realtà sacra. Quando decisi la chiusura, parlai chiaramente di una sconfitta. Ma, se la guardiamo dal lato epidemiologico, il CTS ci deve dire perché altre forme di aggregazione sono pericolose e la scuola no. Perché noi non siamo in grado di esprimere una valutazione scientifica”, ha affermato.

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Regioni scuole aperte: il Governo dice “no” alla chiusura

Regioni scuole aperte
Dal profilo Facebook ufficiale di Mariastella Gelmini

Regioni scuole aperte – Ad esprimersi sulla faccenda, a nome di tutto il Governo, è stata Mariastella Gelimini. “Chiedere la riapertura delle attività economiche e la chiusura delle scuole, è una contraddizione di fondo”. Così ha sentenziato la ministra per gli Affari Regionali. Anche Roberto Speranza sembra essere dello stesso avviso. Secondo il ministro della Salute, la sorte delle scuole deve essere valutata di settimana in settimana. E, in merito alla questione delle riaperture, afferma: “Difficile parlare di chiusura delle scuole da una parte e di riaperture di attività commerciali dall’altra”. La richiesta, quindi, è per il momento respinta. La DAD continua solo nelle micro aree in cui c’è un alto tasso di contagi.

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