Renato Zero: “Zero il Folle in Tour”, magia e genialità al PalaSele di Eboli

0
4
Renato Zero
Foto da Anni60 produzioni FB

Si è appena concluso un weekend di emozioni per il PalaSele di Eboli, grazie ai due strepitosi concerti di Renato Zero. Sabato 18 e domenica 19 gennaio, la struttura ha accolto migliaia di Zerofolli. Il poliedrico artista ha divertito, sorpreso ed emozionato il suo pubblico. Ha ideato ed eseguito uno spettacolo magico e geniale, di grande spessore musicale e teatrale. Ha ripercorso i grandi successi della sua carriera, oltre ai brani del disco che dà il nome al tour. “Zero il Folle” è il trentesimo album in studio di Renato Zero, pubblicato il 4 ottobre 2019 dall’etichetta Tattica. La tournée, partita il 1 novembre 2019, terminerà il 31 gennaio 2020.

Ti consigliamo questo approfondimento: Dall’America a Sanremo, il potere della musica in 13 emozioni chiave

Zero il Folle in Tour: lo spettacolo

Renato ZeroL’essenzialità del sipario bianco e delle tre maschere in alto è stata arricchita da un sapiente gioco di luci e proiezioni video, con colori e messaggi forti. Si sono susseguiti circa venti cambi d’abito, tra tinte forti, paillette e cappelli stravaganti.

Dopo un originale e appassionato invito agli spettatori a posare i cellulari per godersi al meglio lo show, alle 21 lo spettacolo si è aperto con l’intramontabile Mercante di stelle. Tanti gli storici successi riproposti, tra cui Per non essere così, Niente trucco stasera, Artisti, Magari, Mentre aspetto che ritorni, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Vivo e Il carrozzone.

Ti consigliamo questo approfondimento – Sanremo 2020, la lista completa: due big a sorpresa sul palco dell’Ariston

L’orchestra

Renato ZeroAd accompagnare Renato Zero sul palco, la sua storica band:

  • Stefano Senesi (pianoforte);
  • Lele Melotti (batteria);
  • Fabrizio Bicio Leo e Giorgio Cocilovo (chitarra);
  • Lorenzo Poli (basso);
  • Bruno Giordana (sax);
  • Rosario Jermano (percussioni);
  • Danilo Madonia (tastiere), che si è inoltre occupato della direzione musicale e degli arrangiamenti.

Un ruolo fondamentale hanno avuto La Grande Orchestra Italiana del Cinema diretta dal Maestro Renato Serio e il gruppo vocale degli “Uacciuari” diretti dal Maestro Adriano Pennino:

  • Claudia Arvati;
  • Riccardo Rinaudo;
  • Jury Magliolo (già visto nella seconda edizione di X Factor);
  • Zoe Ranno e Marica Ranno (figlie di Mario Biondi);
  • Antonio Granato;
  • Andrea D’Alessio;
  • Serena Cartamantiglia.

I ragazzi hanno accompagnato il cantante con meravigliosi cori. Hanno eseguito da soli, magistralmente, due pilastri del repertorio dell’artista: Madame e Triangolo.

Ti consigliamo questo approfondimento – Amadeus presenta il Festival in rosa: tutte le donne di Sanremo

Emozioni pure

Renato Zero
Foto da Anni60 Produzioni FB

Durante la grintosa esecuzione di Rivoluzione scorrevano sullo schermo le immagini di grandi “rivoluzionari” come Gesù, Salvo D’Acquisto, San Giovanni Bosco, Falcone e Borsellino, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi.

Commozione per il pubblico e per lo stesso Renato Zero in Quattro passi nel blu, mentre sullo sfondo comparivano nomi di artisti che ci hanno lasciato: Domenico Modugno, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Fred Buscaglione, Lucio Battisti, Mia Martini, Renato Carosone e Pino Daniele. Il concerto si è chiuso con uno spettacolo di luci mozzafiato sulle note de Il cielo che ha coinvolto tutti gli spettatori.

Ti consigliamo questo approfondimento – Premio Lucio Dalla: a Sanremo 2020 tutto pronto per la 4° edizione
Renato Zero: le parole dell’artista al pubblico di Eboli
Renato Zero
Foto dal sito ufficiale

“È in questa apertura dell’anima che noi potremmo trovare la chiave per uscire di qui e da domani cambiare sostanzialmente il nostro punto di vista. Perché questa contaminazione avviene solo se noi la accettiamo. Se riusciamo a lasciare il divano, il telecomando e i social. Se cerchiamo di ottenere il giusto riconoscimento alla nostra personalità attraverso il calore umano, che è questa presenza che ognuno di voi ha vicino. In Chiesa, la cosa più bella è quando il sacerdote ci invita a condividere un segno di pace. Significa stringersi la mano e trasmettersi la volontà di cambiare e di essere migliori.

Noi abbiamo erroneamente emarginato un sentimento, antico come la notte dei tempi, in una sorta di gabbia d’oro. Spesso non si riesce ad andare oltre la passione e insani istinti che portano anche alla morte. Questo sentimento è invece la centrale nucleare di tutte le emozioni positive. E noi dobbiamo ritornare consapevoli di ciò e rendergli giustizia. Questo sentimento è l’amore”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here