Revolut indagine pubblicità: l’AGCM ha avviato un’istruttoria contro Revolut per pubblicità ingannevole e blocchi improvvisi ai conti. Le accuse riguardano mancanza di trasparenza su costi, limitazioni tecniche e gestione aggressiva dei conti. L’indagine mira a verificare violazioni sistematiche del Codice del Consumo con possibili sanzioni fino al 10% del fatturato.
Ti potrebbe interessare anche-Uomo modifica posizione moto nell’incidente: multa salata e conseguenze legali
Revolut indagine pubblicità: avvio dell’istruttoria
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria contro Revolut Bank UAB e Revolut Securities Europe UAB. L’indagine, notificata l’8 luglio, riguarda presunte pratiche commerciali scorrette con ispezioni condotte anche sul territorio italiano dalle autorità competenti. Le contestazioni principali includono pubblicità ingannevole sui servizi finanziari, soprattutto in merito agli investimenti pubblicizzati come “a zero commissioni”. Secondo l’AGCM, Revolut avrebbe omesso informazioni rilevanti sui costi nascosti, creando aspettative fuorvianti tra gli utenti dei servizi bancari.
Viene inoltre contestata la gestione aggressiva dei conti correnti, con pratiche ritenute potenzialmente lesive per i consumatori italiani. Criticità specifiche riguardano le azioni frazionate, con limitazioni tecniche non comunicate in modo chiaro nei materiali promozionali. Anche il trading di criptovalute è finito sotto osservazione, soprattutto per l’assenza di strumenti di sicurezza come stop-loss e take-profit. L’indagine proseguirà nei prossimi mesi per accertare eventuali violazioni del Codice del Consumo italiano.
Ti potrebbe interessare anche-Torre del Greco, cadavere di un 60enne rinvenuto vicino alla stazione Circumvesuviana
Revolut indagine pubblicità: conti bloccati senza garanzie
Oltre alla pubblicità ingannevole, l’AGCM accusa Revolut di bloccare conti personali senza preavviso, creando gravi disagi economici agli utenti. Numerose segnalazioni riferiscono di clienti impossibilitati ad accedere ai propri fondi per giorni, senza spiegazioni né supporto adeguato dal servizio clienti. Questa condotta viene ritenuta lesiva dei diritti contrattuali, compromettendo la fiducia e la stabilità del rapporto tra banca e consumatore. L’assenza di comunicazioni chiare e tempestive ha alimentato l’insoddisfazione generale e sollevato dubbi sulla trasparenza della piattaforma digitale. Un altro punto critico riguarda la difficoltà nell’ottenere un IBAN italiano, ostacolando operazioni bancarie ordinarie come bonifici o domiciliazioni. Molti clienti lamentano di ricevere solo codici IBAN lituani, nonostante la sede operativa italiana e le promesse di localizzazione bancaria. Secondo l’AGCM, questo comportamento limita i diritti dei consumatori e complica l’integrazione di Revolut nel mercato finanziario nazionale. L’istruttoria dovrà chiarire eventuali violazioni delle norme europee sui servizi bancari digitali.
Ti potrebbe interessare anche-Dramma a Orio al Serio: uomo muore risucchiato dal motore, voli sospesi
Revolut indagine pubblicità: implicazioni e proposte per il futuro
L’indagine AGCM solleva un punto cruciale: quanta trasparenza devono garantire le neobanche digitali come Revolut nei propri servizi? Promettere zero commissioni può risultare ingannevole se non si chiariscono costi nascosti, limitazioni operative e condizioni poco comprensibili per l’utente. Il blocco arbitrario dei conti, senza motivazione chiara, mina la fiducia dei clienti e l’immagine dell’intero settore fintech europeo. L’istruttoria dovrà chiarire se tali condotte costituiscano violazioni sistematiche delle normative antitrust e comportino sanzioni significative per la società. Dopo le ispezioni dell’8 luglio, l’AGCM acquisirà documenti, registri e testimonianze per verificare la natura effettiva delle pratiche adottate. Se confermate le irregolarità, Revolut rischia multe fino al 10% del fatturato e obblighi di modifica nelle comunicazioni pubblicitarie. Revolut difende la propria posizione, affermando di agire per garantire sicurezza e combattere le frodi che colpiscono migliaia di utenti. Il caso avrà riflessi profondi sul futuro del fintech in Italia e in tutta Europa.





























