Rider Napoli, Gofundme blocca la raccolta fondi per accertamenti

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Rider Napoli: l’agenzia di crowdfunding Gofundme blocca la raccolta fondi organizzata per il rider derubato il 2 gennaio scorso. 

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Rider Napoli: come è partita la raccolta fondi

rider napoli derubato
Dalla pagina Facebook di Francesco Emilio Borrelli

La vicenda di Gianni, il rider napoletano malmenato e rapinato da sei adolescenti qualche giorno fa mentre era in servizio, a bordo del suo motorino, ha scosso profondamente l’opinione pubblica partenopea ma non solo. Subito dopo l’aggressione è partita una gara di solidarietà per ricomprare lo scooter sottratto al rider. In solo due è stata raccolta l’incredibile cifra di 11.000 euro.

Tuttavia un episodio che sembra essere una fiaba a lieto fine nasconde dei lati oscuri che hanno costretto il sito di crowdfunding dove è stata organizzata la raccolta fondi, Gofundme, a bloccare questi soldi per accertamenti. Una colletta che ha raccolto tanto seguito in così poco tempo ha suscitato l’attenzione dell’agenzia americana.

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I lati oscuri della raccolta fondi denunciati da Gofundme

rider NapoliDue sono i punti messi in dubbio da Gofundme. Innanzitutto è venuto a mancare l’obiettivo della raccolta fondi. Il motorino infatti è stato recuperato dalla polizia e il rider ha annunciato pubblicamente di non volere questi soldi. Il secondo punto oscuro riguarda gli organizzatori materiali della colletta. Il contributo economico in favore del rider sarebbe stato richiesto via social da Vincenzo Perrella, titolare di una agenzia di viaggi a Casalnuovo di Napoli.

Sul profilo Facebook di Perrella è comparso una sorta di comunicato stampa. “Il gran cuore dei napoletani ha permesso che la cifra lievitasse minuto dopo minuto. Determinante è stata la donazione di 2.500 euro effettuata dal terzino esterno della Lazio Mohamed Fares” si legge. “Alla notizia dell’importo totalizzato, Gianni ha deciso non solo di perdonare i 6 ragazzi del folle gesto ma di devolvere metà dell’importo alla Fondazione Cannavaro Ferrara e di dare una mano a quei giovani che si sentono abbandonati a loro stessi senza futuro o meta da raggiungere.

Strano leggere queste parole, visto che il rider ha più volte annunciato di non voler accettare la somma raccolta, né tantomeno di volerla devolvere in beneficenza. È possibile quindi, che le donazioni – ora bloccate – ritornino nelle tasche dei generosi benefattori.

 

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