Sì, in Europa farà sempre più caldo (e questa è una notizia terribile)

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riscaldamento climatico

Riscaldamento climatico – Quella che poteva sembrare solo una suggestione è adesso confermata dalla scienza: a livello di riscaldamento climatico nessun continente ha fatto peggio dell’Europa negli ultimi 30 anni. Il mutamento potrebbe diventare irreversibile e sarebbero guai serissimi per tutti. Ma andiamo a vedere i dettagli.

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Riscaldamento climatico, nessuno ha fatto peggio dell’Europa. Ecco lo studio che lo dimostra

A tracciare la situazione è l’ultimo rapporto di Omm (Organizzazione meteorologica mondiale) e Copernicus (il servizio europeo di monitoraggio dei cambiamenti climatici), intitolato “Stato del clima in Europa”. La situazione è chiara: negli ultimi 30 anni la temperatura in Europa è aumentata a una media di circa +0,5 gradi centigradi ogni decennio. Nessun continente ha fatto peggio e questo influenza anche zone molto lontane da noi. Basti pensare alla Groenlandia dove recentemente è avvenuta una fusione dei ghiacci estrema”.
Inoltre, per la prima volta, si è registrata pioggia al Summit Camp, 3216 metri di altitudine.

Aggiornamenti: l’ultimo rapporto Copernicus mostra che il 2022 è stato l’anno più secco e il secondo più caldo mai osservato nel continente. Inoltre le emissioni di carbonio associate agli incendi estivi sono state le più alte degli ultimi 15 anni. Inoltre il settembre 2023 è stato il settembre più caldo di sempre da quando si possono rilevare le temperature.

Riscaldamento climatico killer in Europa: tutti i rischi per il vecchio continente

riscaldamento climaticoIn base al rapporto, solo l’anno scorso, per colpa del cambiamento climatico, in Europa si sono contati centinaia di morti e circa mezzo milione di persone colpite a vario titolo. A questi vanno aggiunti danni da eventi catastrofici e non solo per oltre 50 miliardi di dollari.

Ondate di caldo estremo, incendi e alluvioni arriveranno in Europa in maniera molto più frequente che negli altri continenti e molto prima. Questo nonostante ci si stia muovendo in maniera più o meno unitaria per il contenimento dei gas serra.

Non è abbastanza e non basta più; alcune trasformazioni del clima sono ormai diventate permanenti. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito la situazione legata al riscaldamento globale “catastrofica”. Inoltre il 3 luglio 2023 è stata la giornata più calda mai registrata sulla Terra.

Il rapporto dell’OMM potete leggerlo, in lingua originale, qui.

Altre notizie terribili arrivano dall’ESA, L’Agenzia Spaziale Europea. Ecco gli ultimi dati, rilevati dal satellite Sentinel 2:

  • L’inverno appena concluso è stato il secondo più caldo di sempre in Europa;
  • L’estate 2022 è stata la più calda di sempre in Europa;
  • La siccità in Europa nell’estate 2022 è stata la peggiore degli ultimi 500 anni.

Riscaldamento climatico killer, il rapporto dell’IPCC

Non solo l’OMM vuole avvertirci sui rischi del cambiamento climatico. A marzo 2023 è intervenuto anche l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) col suo ultimo rapporto sul tema. L’IPCC è un gruppo intergovernativo che fa parte delle Nazioni Unite e periodicamente raccoglie studi sul clima fatti da migliaia di ricercatori di tutto il mondo e li sintetizza in report periodici che sono considerati tra le fonti più autorevoli sul cambiamento climatico.

In breve, a marzo 2023 l’IPCC ha pubblicato una sintesi di tre rapporti su tre temi diversi (il riscaldamento globale, gli impatti dei cambiamenti climatici, le possibili soluzioni per mitigare questi effetti). Ecco le conclusioni a cui è giunta:

  • Dalla metà del 1800 la temperatura media mondiale è aumentata di 1,1°C e la colpa è dell’uomo;
  • Bisogna intervenire subito perché le fasce più deboli non ne paghino il prezzo;
  • La soluzione è quella di ridurre quanto più possibile l’emissione di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici.

«L’umanità è su una sottile lastra di ghiaccio, e quel ghiaccio si sta sciogliendo velocemente», ha detto António Guterres nell’apertura del suo video messaggio durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo report dell’Ipcc.

Inoltre arrivano brutte notizie per il 2024: secondo il Met Office, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, sarà l’anno più caldo di sempre, anche più del 2023. La colpa è di “el Niño”, il vento torrido che ora sta devastando il Brasile con temperature superiori ai 50°. Nel 2024 questo vento arriverà in Europa, facendo raggiungere nuovi picchi ai termometri.

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Riscaldamento climatico killer in Europa: coinvolto anche il Mediterraneo

armin grederSe la terra è coinvolta dal riscaldamento climatico, anche l’acqua non è da meno. Il Mediterraneo sta diventando un mare sempre più caldo. Tanto per cominciare, le temperature superficiali dell’acqua degli oceani sono in aumento per il sesto anno consecutivo. Secondo Mercator Ocean International, futura organizzazione intergovernativa di cui fa parte anche l’Italia, il Mediterraneo ha aumentato la propria temperatura media fino a un picco di 4,6°. Questo vuol dire alluvioni sempre più intense e sempre più frequenti. Basti pensare a quella avvenuta nelle Marche a metà settembre. Piaccia o meno l’atmosfera e i bacini d’acqua sono sistemi interdipendenti e il caldo estremo (che si mostra nel fenomeno delle ondate di calore) che si trasmette dall’una all’altra peggiora la qualità del nostro clima.

E, nel caso del Mediterraneo, provoca la morte di decine di specie di organismi viventi. Si tratta soprattutto di alghe e coralli, nei primi 45 metri di profondità, cioè nelle zone costiere. La loro assenza però si ripercuoterà sull’intera catena ittica.

Le ultime notizie sono sempre più preoccupanti; Antonio Guterres è stato molto chiaro: “siamo entrati nell’era dell’ebollizione globale”. Come mostra Copernicus, attraverso il suo profilo twitter, la temperatura sulla superficie dell’acqua ha raggiunto perfino i 30 °C, tra la Calabria e la Tunisia. Si tratta delle temperature più calde di sempre per il nostro mare.

Riscaldamento climatico in Italia: le notizie più preoccupanti

Inutile dire che l’Italia non fa eccezione, anzi. Secondo un’analisi preliminare dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (ISAC) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), l’ottobre 2022 è stato, per il nostro paese, il secondo più caldo di sempre; il più caldo di sempre se consideriamo solo il Nord Italia.

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Appena dopo il ponte dei morti, dopo un eccezionale periodo di bel tempo, nubifragi si sono estesi su buona parte della Campania, trasformando le strade in fiumi e costringendo alla chiusura l’autostrada Avellino-Salerno. È caduta in poche ore tutta la pioggia che doveva cadere nei giorni (e mesi) precedenti e molte infrastrutture non hanno retto. A situazioni del genere dobbiamo abituarci; adesso, purtroppo, ce lo conferma anche la scienza.

Cambiano le stagioni e non la gravità delle notizie. A febbraio 2023 l’emergenza si chiama siccità. I grandi laghi italiani sono pieni solo per un quarto delle loro capacità e anche il Po è in secca per molti tratti. Molto dipenderà dalle piogge primaverili, ma il rischio di un’estate terribile (per gli uomini, ma anche per le colture – pensate al riso – e per l’ambiente in generale) come quella del 2022 è dietro l’angolo. Proprio per questo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pronti 20 milioni di euro per 7 decreti che finanzieranno un complesso di 21 progetti per combattere la crisi idrica. Ecco tutti i dettagli dalla pagina ufficiale del MIT.

Inoltre il Consiglio dei Ministri il 6 aprile ha approvato il decreto legge siccità. Si tratta di un provvedimento che stabilisce una Cabina di regia – presieduta dal Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini – che ha come principali obiettivi compiere entro 30 giorni una ricognizione delle opere urgenti e di quelle da affidare a un Commissario straordinario.

Riscaldamento climatico in Italia: le notizie dalle regioni

Intanto c’è chi ha cominciato a prendere precauzioni. La Regione Lombardia ha rinviato l’inizio della stagione irrigua, cioè la distribuzione dell’acqua per irrigare i campi coltivati. Questo per permettere agli invasi di riempirsi un po’ con le piogge primaverili. La situazione lombarda è terribile, soprattutto per il bacino del fiume Serio, tra la province di Bergamo e Cremona, che ha avuto un calo del 70,6 per cento, e il bacino del Toce-Ticino-Verbano, che comprende anche il lago Maggiore, calato del 59,5 per cento rispetto alla media.

Ma nel resto dell’Italia non va meglio. Da settembre 2022 a marzo 2023 la media di pioggia e neve in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia è stata di circa 400 mm in meno rispetto alla media climatica degli stessi mesi tra il 1980 e il 2014.

A inizio maggio invece è toccato all’Emilia Romagna essere devastata dal maltempo. La regione è stata colpita da alluvioni e allagamenti (in 48 ore è caduta la pioggia che di solito cade in tre mesi) che hanno causato due morti, un disperso e centinaia di sfollati. Critiche le parole del presidente della Regione, Bonaccini: “Abbiamo assistito a un’ondata di maltempo che non ha precedenti storici per la pioggia caduta ininterrottamente in 48 ore. Siamo già al lavoro per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.”.

Le condizioni sono peggiorate nei giorni. Il bilancio definito, dato da Save The Children, è di 16 vittime e 23.000 sfollati nelle città più colpite (tra cui Faenza, Ravenna, Lugo e Cervia). Inoltre:

  • 280 frane;
  • 42 comuni sott’acqua;
  • 23 corsi d’acqua esondati;
  • 34.000 le utenze senza elettricità;
  • oltre 200 strade chiuse.

Ingenti i danni economici. Solo su strade e ferrovie si parla di oltre 620 milioni di euro, ma è “un totale molto parziale”, che non include la viabilità comunale, sostiene la Regione.
Enorme l’impatto sull’agricoltura: compromessa una produzione da 1,5 mld, dice Coldiretti. Solo per il grano, persi 400mln di kg. Devastate aziende agricole e allevamenti. Insomma, non è azzardato prevedere danni per mld. Colpiti interi quartieri industriali (agroalimentare, legno-arredo,meccanica, Ict e filiere).