Rischio Vesuvio: tutto quello che c’è da sapere. Parola al dott. Iovino

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Vesuvio, rischio vesuvio, Nikki

Nell’ottica di fornire informazioni che possano essere utili nei più disparati ambiti, rispondiamo alle vostre domande attraverso la rubrica “Parola di Esperto”. In questa puntata Informa Press ha intervistato il dott. Gennaro Iovino, geologo, chimico, fisico e titolare dello Studio Tecnico Geo-Ambientale e di Ingegneria di Acerra. Parleremo con lui delle ultime novità che riguardano il Rischio Vesuvio e i Campi Flegrei.

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Rischio Vesuvio: gli aggiornamenti

rischio vesuvioSalve dott. Iovino. Negli ultimi anni sembra essere nata finalmente una nuova consapevolezza dei rischi che corrono gli abitanti alle pendici del Vesuvio e nella zona dei Campi Flegrei. Ci sono novità rispetto alle informazioni che già si conoscono?

Proprio qualche settimana fa in un articolo su di un giornale nazionale è descritto il contenuto di un rapporto sul rischio vulcanico ai Campi Flegrei, prodotto da un gruppo di scienziati e consegnato alla Protezione Civile nel lontano dicembre 2012. Il documento descrive un possibile scenario di eruzione, basato sulla storia eruttiva pregressa. Il suo contenuto non presenta alcuna novità sostanziale rispetto a quanto già noto non solo alla comunità scientifica, ma anche ai responsabili delle istituzioni e agli abitanti. È opportuno per chiarezza ricordare che lo scenario è una rappresentazione dell’evento senza vincoli temporali. Cioè vale fino a quando il progresso della ricerca scientifica non ne consenta la modifica. Non si tratta, quindi, di una previsione”.

Qual è l’arco temporale in cui gli studiosi sono in grado di prevedere una possibile Vesuvio rischio vesuvioeruzione?

Gli studiosi dei vulcani non sono in grado di fornire la probabilità del verificarsi di un’eruzione, né la sua intensità. In queste condizioni, perciò, non è neanche corretto utilizzare la parola rischio (ovvero il danno atteso). Infatti mancano i dati per quantificarlo. Al momento i vulcanologi possono, con un efficiente sistema di monitoraggio dell’area, rilevare nel breve termine l’insorgere dei segnali precursori delle eruzioni. Quando si manifestano, l’area pericolosa deve essere evacuata nel più breve tempo possibile. Pertanto in un’area vulcanica attiva è prioritario che operi un eccellente sistema di monitoraggi. Ovviamente serve anche un efficiente piano di evacuazione e che la comunità esposta sia preparata all’evento. Poi nei tempi lunghi si può lavorare a un piano per rendere resiliente il territorio a rischio”.

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Rischio Vesuvio: la nuova zona rossa, comune per comune

Vesuvio, rischio vesuvioÈ vero che le zone di rischio hanno subito delle “modifiche”?

La Commissione Grandi Rischi ha rinnovato il livello di allerta “giallo” che prevede il permanere della fase operativa di “Attenzione”. E dopo indagini e verifiche incrociate i tecnici e gli esperti hanno individuato una nuova zona rossa, cioè l’area per cui l’evacuazione preventiva è l’unica misura di salvaguardia della popolazione e la nuova zona gialla, cioè l’area esterna alla zona rossa esposta alla significativa ricaduta di cenere vulcanica e di materiali piroclastici.

Il piano per l’allontanamento degli abitanti della zona rossa è in fase di elaborazione da parte della Regione Campania. Ovviamente con il supporto di ACaMIR – Agenzia Campana Mobilità Infrastrutture e Reti, in accordo con i comuni interessati. Allo stato attuale, sono state individuate dalla Regione Campania – nell’ambito delle attività del Tavolo di lavoro coordinato dal Dipartimento della protezione civile e composto da tutti gli enti e società con competenza nella gestione della mobilità di rilevanza nazionale – le “Aree di incontro” ed è stata definita la strategia generale per il trasferimento della popolazione presso le Regioni e Provincie Autonome gemellate. Queste specifiche parti del Piano sono state ufficializzate con Delibera di giunta della Regione Campania del 4 settembre 2018.

La zona rossa e la zona gialla sono state individuate dalla protezione civile. La nuova zona rossa comprende 7 comuni: per intero i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto; parte dei comuni di Giugliano in Campania, di Marano di Napoli e alcune municipalità del Comune di Napoli. Nella zona gialla ricadono altri 7 Comuni: Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli, Casavatore. E anche 24 quartieri del Comune di Napoli”.

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Rischio Vesuvio: la nuova zona gialla, tutti agli aggiornamenti

Quindi le modifiche più sostanziali riguardano la zona gialla…Vulcani sottomarini, rischio vesuvio

Sì. La definizione di quest’area si è basata su recenti studi e simulazione della distribuzione a terra di ceneri vulcaniche e ha tenuto conto delle statistiche storiche del vento in quota. In particolare, sulla base delle mappe di probabilità ottenute, sono state individuate le aree dove l’accumulo di ceneri è in grado di causare il collasso di tetti con resistenza medio-bassa. La ricaduta delle ceneri vulcaniche può produrre a livello locale effetti sulla salute dell’uomo e  sulle attività quotidiane in ambiente rurale e nei centri abitati”.

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