Ristoratori bloccano l’autostrada A1 direzione Roma: “Vogliamo lavorare!”

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Fonte immagine: casertanews.it

Ristoratori bloccano A1, succede nel napoletano questa mattina. È un vero e proprio movimento di protesta, organizzato a causa delle anticipazioni del nuovo DPCM del 16 gennaio. Il governo stringe ancora di più la dura morsa che sta costringendo gli operanti del settore a grandi sacrifici, ma il popolo non ci sta più.

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Ristoratori bloccano A1, la causa

ristoratori bloccano a1Qual è la causa di tutto ciò? I ristoratori bloccano A1 in direzione di Roma, in prossimità degli svincoli di Capua e Caianello, nel napoletano. Una lunga coda di autovetture immobili in segno di protesta. La rabbia di queste persone è dovuta da quello che sarà il DPCM del prossimo venerdì, il 16 gennaio. Non si ancora molto delle nuove norme da rispettare, ma il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha dato delle anticipazioni. A partire dai prossimi giorni, bar, ristoranti e pizzerie non potranno più offrire il servizio d’asporto a partire dalle 18 di ogni giorno. Da tale orario, quindi, non saranno consentiti né la consumazione al tavolo né il take away, ma solo la consegna a domicilio.

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Ristoratori bloccano A1: il loro grido

ristoratori bloccano a1Tra i settori maggiormente danneggiati dai DPCM, c’è sicuramente il loro. I ristoratori bloccano A1 per circa mezz’ora, ma il caos protestante non finisce qui. Tornati nei propri veicoli, i guidatori hanno camminato a passo d’uomo, creando una fila chilometrica di altre vetture. In centinaia si sono ritrovati d’accordo per questo piano di protesta, e l’hanno organizzato per far sentire il loro grido comune: Fateci lavorare, noi chiediamo soltanto questo”. La richiesta d’aiuto vuole raggiungere il Palazzo Chigi. Lì Giuseppe Conte e la sua squadra stanno ultimando i dettagli per il nuovo decreto invernale. “I ristori sono insufficienti e non ci danno dignità. […] Desideriamo soltanto riprendere le nostre attività di ristorazione e consentire a tutto il mercato indotto e ai lavoratori che ruotano intorno a noi di proseguire a vivere. Perché oggi non viviamo più.”

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