AstraZeneca e J&J ritirati per sempre per trombosi? Virologo: “Azzardato”

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Ritiro AstraZeneca Johnson & Johnson, una notizia che trascina con sé numerosi dubbi. Si parla di un possibile retro-front dei citati vaccini qualora dovessero risultare essere causa di trombosi. È ancora tutto da dimostrare, le indagini sono ancora in corso, ma con i decessi di cui l’Italia (e l’estero) è a conoscenza non si esclude nulla.

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Ritiro AstraZeneca Johnson & Johnson: lo studio dei vaccini

Test autodiagnosi CovidOrmai è noto – il programma di immunizzazione di massa è iniziato lo scorso gennaio ed è in piena fase di svolgimento. Seguendo determinati criteri, quali classificazioni per età e ruolo svolto all’interno della società, è stata vaccinata già una fetta di popolazione. Le difficoltà non sono poche: senza considerare possibili ritardi e carichi di dosi dimezzati, un grosso pericolo sta minacciando la gente. Si tratta dei casi di decesso di persone che hanno ricevuto il vaccino. In alcune donne – e recentemente si parla anche di uomini – gli effetti collaterali sono stati fatali. Febbre, nausea, emorragie, dolori fisici e trombosi celebrali hanno portato i pazienti, italiani e non, alla morte. La paura generata da ciò ha indotto gli esperti a dare il via a degli studi incentrati su una possibile correlazione tra vaccino ed eventi trombotici. Per tale motivo, si sta iniziando a parlare di ritiro di grosse marche, quali la tristemente celebre AstraZeneca e Johnson & Johnson.

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Ritiro AstraZeneca Johnson & Johnson: le parole di Forni

europarlamentareL’Europa è sempre più vicina a prendere la propria decisione. Stando alle previsioni, questa è vicina alla cancellazione delle due marche sopracitate. La pandemia resterebbe in mano al farmaco Pfizer. Di conseguenza, questo sarebbe propenso ad aumentare il prezzo sopra i 7 euro a dose. A oggi, tuttavia, nulla è stato ancora confermato. In proposito si è espresso il virologo Guido Forni: “È un’ipotesi molto azzardata. Il rischio esiste, ma è molto basso. In questo momento i vaccini salvano un mucchio di vite umane. Dobbiamo usarli perché funzionano”.

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