Roma, dopo i cinghiali arrivano le capre: sale sul tetto di un auto per mangiare le foglie dell’albero. Il video

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Roma capre

Roma capre dopo i cinghiali: ecco il video che sta impazzando sul web. La città di Roma, negli ultimi anni, non è nuova a questi singolari avvistamenti. Basti pensare che per le strade della capitale non era insolito imbattersi nei cinghiali. In queste ore, invece, impazza sui social il video di una capretta che per arrivare alle foglie di un albero e mangiarle sale sul tettuccio di un’auto.

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Roma capre dopo i cinghiali: ecco il video che sta facendo il giro dei social

Roma capreCome è stato anticipato, in queste ore sui social sta impazzando un video che ritrae una capretta intenta a ruminare le foglie di un albero. Fin qui non ci sarebbe nulla di male se non che l’animale, da come si evince dalle immagini del video, per arrivare all’arbusto è salito sul tetto di una Fiat, modello Panda, di colore blu.
Le immagini continuano a scorrere ed è possibile intravedere la presenza di altri animali nelle vicinanze del veicolo.

Roma, una capra sale su un’auto per mangiare le foglie di un albero – YouTube

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Roma capre: il difficile rapporto con gli animali

La Capitale, in questi anni, sta vedendo sul proprio suolo l’invasione di animali non domestici. Nelle ultime settimane, infatti, è tornato in auge il problema dei cinghiali. Qualche giorno fa, il 10 ottobre per la precisione, una donna è stata aggredita da un gruppo di cinghiali, mentre passeggiava con i suoi cani in zona Colle Salario.
L’attacco dei cinghiali ha provocato delle ferite della donna ed è stato necessario il suo trasferimento all’ospedale Pertini. Qui, i medici hanno potuto constatare una ferita al collo. Fortunatamente, le sue condizioni non sono risultate gravi.

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Le parole della donna: “Mi sono sentita impotente”

La donna, ricoverata in ospedale, è stata raggiunta dai microfoni del Messaggero a cui ha raccontato la triste vicenda che l’ha vista protagonista:
Mi sono sentita impotente. Ero immobilizzata dalla paura, ho sentito il peso della bestia su di me, il grugnito, il suo odore. Stava sopra di me, ho pensato che sarei morta. Mai mi sarei immaginata di rischiare la vita portando i cani a spasso e di finire in ospedale per l’aggressione di un cinghiale. Ho cercato di proteggere i miei animali, strattonandoli, correndo, ma sono caduta a terra“.

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