Rosario Livatino: primo magistrato beato nella storia della Chiesa

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Rosario Livatino Magistrato beato

Rosario Livatino magistrato beato, il primo della storia della Chiesa cattolica. A stabilirlo Papa Francesco, che ha autorizzato la congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto sul martirio del giudice.

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Rosario Livatino magistrato beato: l’annuncio del Vaticano

Rosario Livatino Magistrato beato
Fonte: Youtube

Stamane il Vaticano ha annunciato la conclusione del processo di beatificazione del giudice, iniziato nel 2011 dal cardinale Francesco Montenegro. Secondo il comunicato ufficiale del Vaticano, Livatino è stato un “Autentico profeta della giustizia e credibile testimone della fede in un momento storico e sociale tristemente segnati da una realtà disumana e disumanizzante. […] Personalità libera dai compromessi e caratterizzata da altissima responsabilità morale”. Come era già accaduto per don Puglisi, l’attestazione del martirio è condizione sufficiente per la beatificazione, senza che siano riconosciuti miracoli al magistrato. La cerimonia di beatificazione si terrà il prossimo anno ad Agrigento.

Livatino era noto per la sua incessante fede cattolica, che lo rendeva oggetto di scherno agli occhi dei boss. Giovanni Paolo II lo definì “Martire della giustizia ed indirettamente della Fede” nella sua celebre condanna della mafia nella Valle dei Templi di Agrigento.

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Rosario Livatino magistrato beato: storia del “giudice ragazzino”

Rosario Livatino Magistrato beato
L’auto del magistrato distrutta nell’attentato (Fonte: Youtube)

Livatino, ex sostituto procuratore di Agrigento, era diventato giudice penale del tribunale della città. Fu ucciso proprio ad Agrigento il 21 settembre 1990 dalla Stidda, un’organizzazione mafiosa locale. Aveva solo 37 anni. Il proposito originale dei suoi assassini era di ucciderlo all’uscita della chiesa. Lì il giudice si recava ogni mattina prima di andare a lavoro. Tuttavia sembrò loro più facile aggredirlo lungo una strada di campagna mentre viaggiava da solo e senza scorta. Livatino provò a scappare nei campi, ma i sicari lo raggiunsero e lo freddarono senza pietà.

Il soprannome di giudice ragazzino gli fu attribuito dall’allora presidente della Repubblica Cossiga, che aveva definito così Livatino e altre figure emergenti nella magistratura antimafia.

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