Saldi estivi 2025, la Campania è pronta: ecco le date degli sconti

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saldi estivi 2020

I saldi estivi 2025 sono iniziati.  Quest’anno, per l’acquisto di capi scontati ai saldi, ogni famiglia spenderà in media 203 euro – pari a 92 euro pro capite – per un valore complessivo di 3,3 miliardi di euro. Queste le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio. Andiamo a vedere tutti gli aggiornamenti sulla questione.

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Saldi estivi 2025: la Campania in prima linea. Ecco tutte le date

Postalmarket saldi estivi 2020

Ecco le date dei saldi. La fonte è Confcommercio.

Regioni Saldi Vendite promozionali
Abruzzo 5 luglio per 60 giorni con possibilità di  effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Basilicata 5 luglio – 2 settembre con divieto delle vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Calabria 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Campania 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Emilia Romagna 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Friuli Venezia Giulia 5 luglio – 30 settembre con possibilità di  effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Lazio 5 luglio per 6 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Liguria 5 luglio – 18 agosto per 45 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Lombardia 5 luglio – 2 settembre per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Marche 5 luglio – 1 settembre con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Molise 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima e 30 dopo della data inizio saldi
Piemonte 5 luglio per 8 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Puglia 5 luglio – 2 settembre con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Sardegna 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Sicilia 5 luglio – 15 settembre con possibilità di  effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Toscana 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Umbria 5 luglio per 60 giorni con possibilità di  effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Valle d’Aosta 5 luglio – 30 settembre per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Veneto 5 luglio – 31 agosto con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Trento e Provincia per 60 giorni, i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi
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Saldi estivi 2025: le parole di Confesercenti Campania

saldi invernali certilogo saldi estivi 2020

La forza degli imprenditori campani è rappresentata dai 2,5 milioni di turisti che nei prossimi 60 giorni godranno delle bellezze del nostro territorio e che non si lasceranno sfuggire l’occasione per fare dello shopping. La quota che i turisti si prevede spenderanno nei negozi di vicinato della nostra regione è di 100 euro ciascuno. A Napoli città la spesa pro capite per i saldi 2025 è di 196 euro a persona; in provincia cala a 160 euro in media.

Ad aumentare il fatturato dei commercianti napoletani nel periodo dei saldi contribuirà in modo determinante l’enorme flusso turistico (oltre 1,5 milioni di presenze) che porterà quasi 174 milioni di euro. La spesa media procapite prevista dei turisti a Napoli è lievemente superiore (116 euro) rispetto al dato regionale (100 euro).

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“I saldi sono e saranno sempre uno strumento fondamentale per i commercianti – commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno – E’ una misura che, tuttavia, andrebbe regolata ulteriormente. Ci sono troppe vendite promozionali prima dei saldi. Troppi siti on-line offrono sconti tutto l’anno, talvolta promozioni proposte da piattaforme estere che non pagano tasse nel nostro Paese. Se i negozi di vicinato perdono la possibilità di sopravvivere per colpa della concorrenza sleale sarà un problema per tutti.