Saman Abbas zio nega ogni coinvolgimento nella scomparsa della nipote. Secondo il legale di Danish Hasnain, il vero responsabile del mistero della giovane pakistana è il padre della stessa. Il fratello minore di Saman, che mesi fa aveva puntato il dito contro lo zio, avrebbe mentito per paura di ripercussioni. Sembrerebbe, inoltre, che vi siano motivi economici nascosti dietro il conflitto familiare.
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Saman Abbas zio nega tutto e accusa un altro membro della famiglia
È trascorso quasi un anno dalla misteriosa e agghiacciante scomparsa di Saman Abbas, un’adolescente pakistana con gusti occidentali. Danish Hasnain, zio della ragazza, è stato ascoltato dal GIP nel tribunale Luca Ramponi di Reggio Emilia, dove si trova dalla sua estradizione dalla Francia. A presenziare il PM Laura Galli e Maurizio Pallante, Comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Emilia. L’uomo 34enne è accusato di sequestro di persona, omicidio aggravato da parentela con la vittima, premeditazione e futili motivi. Le parole pronunciate durante l’interrogatorio, durato due ore e mezza, sono state rese note dall’avvocato difensore Gherpelli. “[L’imputato] in considerazione degli ottimi e affettuosi rapporti che aveva con la nipote ha ritenuto plausibile che si fosse allontanata volontariamente.” Ciò gli sarebbe stato riferito dal fratello della vittima e dal padre, Shabbar. E sarebbe proprio quest’ultimo, secondo lo zio Danish, il vero responsabile della scomparsa di Saman.
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Saman Abbas zio nega e rivela un nuovo dettaglio
Perché allora, pochi giorni dopo la sparizione di Saman, il fratello minore ha accusato lo zio? Secondo quanto riferito dal legale difensore, ciò sarebbe giustificato dal timore del figlio nei confronti del padre. Inoltre bisognerebbe prendere anche “in considerazione un potenziale vantaggio di natura economica che deriverebbe dalla sua condanna. In Pakistan, infatti, i due fratelli sono comproprietari di un terreno. Qualora lui fosse condannato spetterebbe di diritto a Shabbar”.































