San Francesco: storia e culto del santo “poverello” di Assisi

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Oggi, 4 ottobre, si celebra San Francesco d’Assisi. La sua è una delle figure più note e venerate della cultura e della tradizione cristiana. Spogliatosi delle sue vesti e dei suoi agi, visse una vita povera dedicandosi agli altri e a Dio.

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San Francesco d’Assisi: il santo “poverello”

san francescoSan Francesco visse tra il 1181 e il 1226. La sua era una famiglia borghese emergente della città di Assisi, grazie all’attività di commercio di stoffe del padre. Conduceva, dunque, una vita agiata e di benessere. Tuttavia, Francesco scelse di rinunciare ai suoi agi e dedicarsi ai bisognosi e a Dio. Lo scandalo fu enorme.

Il ragazzo abbracciò una vita povera, lontano da velleità mondane, dedicandosi alla preghiera, al lavoro manuale, al servizio ai malati e all’elemosina. Nel 1209, ottene l’approvazione dal Papa per la creazione del suo ordine. Poco dopo, fece la conoscenza di quella che diverrà Santa Chiara, altra figura molto importante nel cristianesimo. Le offrì riparo e l’abito monacale. Attorno a Chiara nascerà, successivamente, l’ordine delle Clarisse.

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L’eredità di San Francesco

san francescoSan Francesco nutriva un grande amore per la natura e gli animali. Celebre infatti è il suo Cantico delle creature, che lo consacra come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana. In suo onore, l’attuale Papa Jorge Mario Bergoglio, al momento della sua elezione nel 2013, scelse come nome pontificale proprio quello di Francesco.

San Francesco è patrono d’Italia, dell’Umbria, degli animali, dei poeti, dei commercianti e degli ecologisti. Nel 1223, la notte di Natale, rievocò la nascita di Gesù attraverso il primo presepe vivente della storia. Da li prenderà vita la tradizione presepiale, in occasione delle festività natalizie. Secondo le agiografie, nel 1224 al termine di una visione, su mani e piedi comparvero delle stigmate. Quei segni erano simili a quelli dei chiodi con i quali Cristo fu crocifisso. Due anni dopo, San Francesco spirò, lasciando al mondo un’incredibile eredità spirituale.

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