San Raffaele Pisana: 31 positivi e un morto. Nuovo focolaio a Roma

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ROMA – L’epidemia non è finita. Il Coronavirus colpisce ancora. L’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) San Raffaele Pisana ha registrato 31 casi positivi e un morto per Covid-19. Si tratta di 9 dipendenti, 2 esterni, entrambi familiari di operatori sanitari, e 20 pazienti, tutti già trasferiti. Il paziente deceduto era affetto da patologie pregresse, Parkinson e diabete, e positivo al tampone naso-faringeo. Si parla quindi di un nuovo focolaio e sono partite le misure di contenimento del contagio. La struttura romana è stata isolata attraverso il cordone sanitario disposto dalla Regione Lazio, con l’intervento dell’esercito. Si stanno effettuando controlli su tutto il personale, compresi i consulenti, gli esterni e gli altri pazienti. È partita inoltre un’indagine epidemiologica anche all’European Hospital, da cui provenivano alcuni dei pazienti risultati positivi al Covid-19.

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San Raffaele Pisana: contenere e tracciare il virus

San Raffaele PisanaAl San Raffaele sono già stati eseguiti circa 300 tamponi. Sul posto sono presenti 6 squadre di sanitari per effettuare i test. Si tratta di sei unità operative delle USCA-R e i servizi della Asl Roma 3. Alla struttura sono stati chiesti gli elenchi degli accessi a partire dal 1 aprile, il piano presenze di tutti i lavoratori e il registro della rilevazione delle temperature. Verranno sottoposti ai test anche i dimessi negli ultimi 14 giorni. In tutti i reparti sarà iniziato un periodo di osservazione di tutti i degenti. E gli operatori sanitari saranno sottoposti a tampone periodicamente.

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Per quanto riguarda l’origine del focolaio, inizialmente si è pensato che fosse stata determinata da un “falso positivo”. In realtà, si sta facendo largo l’ipotesi che il Covid sia stato portato da qualche operatore sanitario asintomatico.

Le parole del Commissario straordinario della Asl Roma 3, Giuseppe Quintavalle

San Raffaele Pisana“La struttura sta dando tutta la collaborazione necessaria alla Asl che ha disposto un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento. È in corso l’indagine epidemiologica innanzitutto sulle procedure organizzative e i percorsi assistenziali: l’obiettivo è quello di identificare una possibile criticità che possa aver agevolato la diffusione del virus tra i reparti a fronte delle misure di prevenzione adottate. Al momento l’ipotesi più accreditata è relativa ad alcuni operatori sanitari, ma si resta in attesa della conclusione dell’indagine epidemiologica”.

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