Santa Sofia, da museo a moschea: la conversione voluta da Erdogan

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Ha fatto molto discutere la scelta del presidente turco Erdogan di riconvertire la basilica di Santa Sofia ad Istanbul in moschea. Sebbene avesse già palesato la sua volontà in precedenza, questa decisione preoccupa e addolora il mondo cristiano.

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Santa Sofia di Istanbul 

santa sofiaLa basilica di Santa Sofia di Istanbul vanta una lunga storia. È stata una cattedrale greco-cattolica, poi ortodossa, una moschea e, infine, un museo. Nel 1934 infatti il primo presidente turco Mustafa Kemal Atatürk trasformò l’edificio in un museo.

Furono effettuati lavori di restauro e conservazione della struttura e dei suoi preziosi interni. L’utilizzo come luogo di culto fu severamente vietato. Tuttavia, da tempo le associazioni islamiche e alcuni membri del governo rivendicavano l’esclusiva destinazione del sito al culto islamico. Da alcuni anni, inoltre, il muezzin canta l’invito alla preghiera due volte al giorno proprio dai minareti di Santa Sofia.

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Santa Sofia: la conversione da basilica in moschea

santa sofiaSanta Sofia è stata un crocevia di culti e culture. È uno dei simboli della città turca, patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Il presidente Erdogan non ha mai nascosto, negli anni, la sua propensione a riconvertire Santa Sofia in un luogo di culto islamico. Il 10 luglio, dopo le pressioni dello stesso Erdogan, il Consiglio di stato turco ha annullato il decreto dell’ex presidente Atatürk. Con decreto presidenziale ha riconvertito il museo in una moschea.

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Dal 24 luglio Santa Sofia sarà riaperta alle preghiere musulmane come moschea. All’annuncio hanno fatto seguito l’appello del Consiglio mondiale delle chiese e quello di Papa Francesco, che si è detto molto addolorato. In molti hanno interpretato la decisione come un’inversione di rotta rispetto ai passati segnali di apertura della Turchia.

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