Sant’Antonio abate: la benedizione degli animali, il fuoco e la tradizione

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Fucarone sanità

Santo Antonio abate benedizione animali – Il 17 gennaio si celebra Sant’Antonio abate. Si tratta di una figura molto cara ai fedeli, radicata nella tradizione popolare e strettamente connessa al fuoco. Infatti, le manifestazioni che celebrano il santo prevedono grandi falò, accompagnati da momenti di preghiera e di festa. In questa occasione avviene anche la benedizione degli animali

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Santo Antonio abate benedizione e fuoco

FucaroneLa festa che accompagna la celebrazione del santo ha origini pagane e cristiane. L’elemento principale è il fuoco. Tradizionalmente, alla sera, la comunità si riunisce in piazza o grandi spazi all’aperto. Legni e ceppi sono impilati per dar vita e alimentare un grande fuoco, il cui significato possiede molteplici sfaccettature. Secondo alcuni, il rito riprenderebbe le usanze di antichi popoli che affidavano alle fiamme la protezione dai demoni malvagi. Secondo altri, invece, fa eco ai roghi che durante la Santa Inquisizione bruciavano vive le streghe, giudicate personificazione del male e simbolo del demonio. Per altri ancora, fu Sant’Antonio a donare il fuoco agli uomini.

Al fuoco è riconosciuta, infine, un’azione purificatrice e fecondatrice. Scaccia malanni e malocchi ed è simbolo del passaggio dall’inverno alla primavera.

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Santo Antonio abate benedizione ai tempi del Covid

kippy antonio abate benedizioneIn tempi di pandemia anche la tradizione deve fare i conti con le restrizioni e, in qualche modo, reinventare se stessa. Durante la festa del 17 gennaio avviene la benedizione degli animali. Quest’anno, per evitare pericolosi assembramenti, in alcuni comuni questa tradizione è diventata “social”. Sarà infatti possibile seguire la diretta sui canali social, in streaming.

Sant’Antonio abate è il protettore degli animali domestici (nell’iconografia è rappresentato con accanto un maialino), del lavoro del contadino e affini (macellai, fornai, pizzicagnoli, salumieri, tosatori, canestrai). È invocato anche contro le malattie della pelle (come l’herpes zoster, il “fuoco di sant’Antonio”). Di origini egiziane, è considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati.

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