Cinghiate e insulti al figlio 11enne disabile: arrestato papà a Sassari

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Terribile quanto accaduto a Sassari negli ultimi giorni. Un padre è stato arrestato nella modalità della flagranza differita (in base alle nuove regole del “codice rosso”) per maltrattamenti nei confronti del figlio 11enne disabile. Questo 2024, tra notizie di femminicidi e altro, sembra iniziato molto peggio del 2023.
Ma andiamo a vedere meglio cosa è successo.

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Sassari, papà arrestato: ecco cosa avrebbe fatto al figlio

Inghilterra Uomo palpeggia bambinaNel silenzio complice di quelli che sapevano, innanzitutto quindi della famiglia, l’uomo avrebbe quotidianamente preso a cinghiate, minacciato e insultato suo figlio. La colpa del ragazzo? Quella di essere disabile.

La Squadra mobile della Questura di Sassari, sotto la guida della Procura, ha sfruttato intercettazioni video e audio nella casa del ragazzino e ha avuto la conferma dei maltrattamenti. Adesso il padre è in cella nella prigione di Bancali, nel sassarese. Il ragazzo è invece stato affidato a una struttura protetta; così sarà lontano da quei familiari che per molto tempo lo avevano visto subire le percosse senza far nulla.

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Sassari, papà arrestato: ecco gli ultimi sviluppi

Secondo l’accusa, il genitore sottoponeva il figlio undicenne con problema di autismo a quotidiani maltrattamenti fisici, colpendolo sistematicamente con schiaffi e cinghiate, ma anche a maltrattamenti psicologici con insulti ed ingiurie. Il tutto era accompagnato da minacce di morte.

Gli inquirenti hanno ricostruito un quadro raccapricciante di violenza e crudeltà; il padre avrebbe fatto vienza nei confronti del figlio per lungo tempo. Per questo, il Tribunale per i Minorenni di Sassari ha disposto per il minore l’allontanamento da casa e il trasferimento in una struttura protetta e specializzata.

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La notizia ha presto fatto il giro dei più importanti quotidiani sardi e poi di quelli nazionali. Ovvie le reazioni di indignazione, ma soprattutto tutti si chiedono per quale motivo nessuno all’interno della casa, nell’hinterland sassarese, abbia denunciato prima cosa accadeva.

C’è chi dice che chi non ha denunciato debba essere equiparato al padre mostro. E chissà cosa sarebbe successo se non fosse scattato il codice rosso. Di certo questa vicenda è simbolo di quanto ci sia ancora da fare per combattere le violenze in famiglia.