Saviano: la XIV edizione di “‘A sera d’o’ ‘nciucio” incanta il borgo di Sirico

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SAVIANO – Il 14 e il 15 settembre, l’Associazione socio-culturale “Michela Polverino” ha nuovamente animato il rione Sirico. Con la XIV edizione di “‘A sera d’o’ ‘nciucio, le strade del borgo storico sono ritornate come ai tempi dei nonni. Così, il quartiere savianese, tra musica e pietanze, mostra alle giovani generazioni usi e costumi di altri tempi.

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‘A sera d’o’ ‘nciucio, le tradizioni di Saviano

savianoPer due sere, le strade del rione Sirico di Saviano, sono tornate nel passato. I residenti, in occasione della XIV edizione di “‘A sera d’o’ ‘nciucio“, hanno allestito le loro proprietà con i vecchi cimeli di famiglia. Tutti i portoni si sono muniti di attrezzi dei mestieri appartenuti agli avi. Si è trattato di un percorso circolare, per scoprire gli usi e i costumi della civiltà contadina che fondò il quartiere, e non solo.

La star della serata è stata ‘A ‘nciucessa:  una paesana che andava di cortile in cortile per raccontare i pettegolezzi del rione. Proprio nei cortili si ritrova la vera festa. Come in passato le famiglie si riunivano per la gioia di consumare i pasti in comunione, anche in quest’occasione cibo e musica rallegrano i passanti. Le signore, munite di grembiuli, hanno proposto la vera cucina del tempo: dagli gnocchi incavati a mano alle polpette, dai fagioli con la cotica alle pizze fritte. Il tutto è stato accompagnato da musica folkloristica e dall’immancabile vino paesano.

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‘A sera d’o’ ‘nciucio, le strade si riempiono di detti antichi

savianoOrmai da quattordici anni, il rione Sirico prende vita riportando alla luce vecchi nomignoli e modi di dire. Affissi ai muri, i detti antichi la fanno da padrone, strappando un sorriso ai visitatori. Eccone alcuni:

  • Ammore ‘e mamma nun te ‘nganna  
    L’amore di una madre non può ingannare;
  • ‘A vit è n’araput e cosc’ e na’ chiusur’e casc’ 
    La vita è un’apertura di gambe (della partoriente) e una chiusura di cassa (da morto);
  • Attacca o ciuccio addò vò o patrone Lega l’asino dove vuole il padrone;
  • Bona maretata, né socra né cainata  Per un buon matrimonio, né suocera né cognata;
  • ‘A lira fa ‘o ricco, ‘a crianza fa o’ signore!  I soldi fanno l’uomo ricco, la buona creanza lo rende Signore!
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Saviano, una festa che ricorda le tradizioni

savianoLe tradizioni, si sa, non muoiono mai. A Saviano sono addirittura diventate un appuntamento annuale. Come la migliore delle idee, questa festa nacque quasi per caso. I soci dell’associazione socio-culturale “Michela Poverino”, nonché del Comitato Rione Sirico, si riunirono nel 2006. L’obiettivo era quello di ravvivare il quartiere e raccogliere fondi per la costruzione del carro allegorico di Carnevale. Quando si optò per una sagra nel rione, alla domanda “Cosa caratterizza noi di Sirico?” uno dei presenti rispose simpaticamente: “siamo bravi a fare gli inciuci” (pettegolezzi).

Difatti, le famiglie originarie del rione tuttora si riconoscono, anziché per il cognome, per quei simpatici soprannomi attribuiti in passato a causa di una caratteristica o di un aneddoto particolare. Nomignoli come “‘o muscone“, “mangia e dorme“, “coricò” vivono negli anni attraverso le generazioni.

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