Sciopero nazionale no DAD: genitori e docenti scendono nelle piazze

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Dalla diretta di vocedinapoli.it

Sciopero no DAD in tutta Italia – sono più di 60 le città coinvolte nella protesta. Genitori e professori dicono basta all’insegnamento a distanza. Seppur a orari diversi, gli italiani sono scesi in piazza a manifestare contro tale sistema. I principali flashmob della mattinata si sono tenuti a Roma, Napoli e Firenze. Nel pomeriggio ce ne sarà uno anche a Milano.

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Sciopero no DAD: l’Italia si unisce nelle piazze

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Dal gruppo Facebook Tuteliamo i nostri figli Campania

Sono 60 le città coinvolte nelle manifestazioni previste per la giornata di oggi, venerdì 26 marzo. Da Brescia a Bari, passando per Roma e Firenze, anche Catania e Sassari – tutti sono scesi in piazza. Il sistema della didattica a distanza ha stancato tutti, sia le famiglie sia maestri e professori. È per questo motivo che oggi i cittadini italiani si sono organizzati per scioperare contro la DAD. Orari diversi ma stessi disagi: flashmob in mattinata, altri di pomeriggio, dalle 9 fino alle 17:30. Presenti anche i bambini alle manifestazioni, i più penalizzati dall’insegnamento a distanza. La richiesta è quella di riaprire asili, scuole primarie e medie, senza dimenticare gli istituti superiori. Si chiede di far tornare in vita anche le università, che da oltre un anno stanno rinunciando a corsi di ricerca e seminari di approfondimento in presenza.

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Sciopero no DAD: la risposta di Draghi

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Fonte: larc.it

La preoccupazione delle famiglie e del personale scolastico è ben compreso dal primo ministro italiano. Perciò il Governo di Draghi è pro a far tornare i bambini tra i banchi. I ragazzi, però, secondo le previsioni, dovranno restare in casa per tanto tempo ancora. Tra approvazioni e disaccordi, la squadra del premier sta preparando dei kit per tamponi salivari da ripetere ogni settimana. Qualora un alunno dovesse risultare positivo, si effettuerà un tampone molecolare a tutta la classe. In questo modo, i contagi potranno essere tenuti sotto controllo anche con le scuole aperte nelle zone più critiche.

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