Sconto pena potrebbe essere la svolta per Riccardo Chiarioni, il 18enne che nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024 ha sterminato la sua famiglia a Paderno Dugnano, in provincia di Milano. Con 108 coltellate ha ucciso padre, madre e il fratellino di 12 anni. Un gesto atroce compiuto quando era ancora minorenne. Ora, una perizia psichiatrica disposta dalla gip per i minorenni Laura Margherita Pietrasanta ha stabilito che il ragazzo era parzialmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti. Questo vizio parziale di mente, se riconosciuto nel processo abbreviato ormai prossimo, potrebbe alleggerire la sua condanna, aprendo un nuovo capitolo in una vicenda che ha sconvolto l’Italia.
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Sconto pena in vista: il ruolo della perizia psichiatrica
Sconto pena è un’ipotesi concreta grazie al lavoro dello psichiatra Franco Martelli, che ha analizzato lo stato mentale di Chiarioni. La perizia, depositata il 14 marzo 2025, evidenzia una capacità ridotta di intendere e volere. L’incapacità sarebbe legata a un “malessere” che il ragazzo aveva già confessato in precedenza. Il tutto poi è culminato quella notte dopo la festa di compleanno del padre. La difesa, guidata dall’avvocato Amedeo Rizza, aveva già ottenuto una consulenza che certificava un’incapacità totale. Tuttavia la valutazione del gip si ferma a un vizio parziale. Questo esito sarà discusso in aula ad aprile, con il processo abbreviato che potrebbe tradursi in una pena ridotta rispetto all’ergastolo previsto per un triplice omicidio pluriaggravato.
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Un delitto senza movente chiaro: il contesto della strage
La strage di Paderno Dugnano rimane avvolta nel mistero. Riccardo, allora 17enne, ha agito in una villetta apparentemente serena. Colpendo con ferocia il padre Fabio, la madre Daniela e il fratellino Lorenzo. Le 108 coltellate, molte delle quali inferte al più piccolo, raccontano una furia incontrollata. Il ragazzo ha parlato di un “clima competitivo” in famiglia. Di un desiderio di rifugiarsi in un mondo fantastico, ma nessun movente concreto è emerso. La perizia suggerisce che la sua mente oscillasse tra realtà e fantasia. Quest’elemento potrebbe pesare sulla decisione dei giudici e sull’entità della pena.
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Le reazioni e il futuro processuale: tra giustizia e clemenza
Il caso ha scatenato dibattiti tra chi chiede giustizia per le vittime e chi vede in Riccardo un giovane segnato da un disagio profondo. I nonni e i familiari gli sono rimasti vicini. Ma la comunità di Paderno è ancora sotto shock. Il processo abbreviato, richiesto dalla difesa dopo il giudizio immediato disposto dalla gip, si terrà nei prossimi mesi. Se il vizio parziale di mente sarà confermato, la pena potrebbe scendere sensibilmente. Si tratta di un’ipotesi che divide l’opinione pubblica ma che segue la logica del sistema penale per i minorenni, attento alla rieducazione oltre che alla punizione.

































