Scontro AstraZeneca UE: annunciato il 60% di vaccini in meno nel primo trimestre

0
159
scontro astrazeneca ue

Scontro UE AstraZeneca sulla distribuzione dei vaccini nel nostro continente. Dopo gli scontri con Pfizer-Biontech per le mancate consegne della scorsa settimana, ora tocca al colosso britannico AstraZeneca.

Ti consigliamo come approfondimento – Crisanti: “Estate 2021 compromessa. Zone rosse fino ad ottobre”

Scontro AstraZeneca UE sui ritardi nelle consegne

vaccino covid, scontro astrazeneca ue

La Commissione-UE chiede che AstraZeneca rispetti il contratto e i tempi di consegna pattuiti affinché i diversi stati possano programmare le campagne vaccinali. La settimana scorsa AstraZeneca aveva già annunciato un’inaspettata riduzione del 60% delle consegne per il primo trimestre del 2021 – un taglio che renderebbe assai complicata una rapida vaccinazione di massa. Per quanto riguarda l’Italia, le dosi previste passerebbero da 8 milioni a solo 3,4 milioni. La risposta dell’azienda farmaceutica non si è fatta attendere. AstraZeneca “non prende di certo i vaccini dagli europei per venderli altrove con profitto” ha affermato l’amministratore delegato Pascal Soriot.

Ti consigliamo come approfondimento – Il Covid colpisce soprattutto le donne… ma non come pensi!

AstraZeneca e e il contratto con l’UE

vaccino covid campania variante covid, vaccino covid e fake news vaccino pfizer, scontro astrazeneca ue

In un’intervista a Repubblica, Soriot ha sminuito l’impegno con l’Europa. “Non c’è alcun obbligo verso l’Unione Europea. Nel nostro contratto c’è scritto chiaramente: “best effort”, ossia “faremo del nostro meglio”. Abbiamo deciso di utilizzare questa formula nel contratto perché all’epoca l’Ue voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto sia stato firmato tre mesi dopo”.

L’amministratore ha poi spiegato i motivi dei ritardi nella produzione del vaccino AstraZeneca. “La produzione del nostro vaccino è composta da due fasi: una è la creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi, l’altra è la resa in farmaco, in due centri in Germania e Italia, ad Anagni, dove state facendo uno straordinario lavoro. Le difficoltà nascono nella prima fase. Alcuni siti generano più «raccolto», altri meno, come purtroppo accaduto in Europa. Queste disfunzioni capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi.” Soriot ha sottolineato infine come il vaccino sia per l’azienda un’azione no profit: “Non ne ricaviamo un soldo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 + 10 =