Scuola, il via dal Governo: didattica a distanza senza il consumo dei giga

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Il ministro Lucia Azzolina - dal suo profilo Facebook ufficiale

Se non si torna a scuola, almeno la didattica a distanza si potrà seguire in maniera completamente gratuita. Tutti gli studenti e le studentesse d’Italia possono connettersi e seguire le lezioni senza consumare ulteriori giga. La proposta è partita da diversi ministri: dell’Istruzione, Lucia Azzolina; per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti; dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli; per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano. Si è chiesto direttamente agli operatori telefonici di agevolare i ragazzi nel seguire le lezioni a distanza. E la risposta è stata positiva. Di seguito tutti i dettagli.

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Scuola e didattica a distanza Gigabyte “free”

Azzolina scuolaCosì la ministra Azzolina ha annunciato su Facebook stamane l’obiettivo raggiunto: “Sono felice di informarvi che da oggi si può fare didattica a distanza senza consumare il traffico dati dei propri abbonamenti telefonici personali o familiari”. Inoltre, la ministra chiarisce che l’agevolazione non è rivolta solo agli studenti: “Abbiamo invitato i principali operatori di telefonia mobile a trovare soluzioni che agevolino le studentesse e gli studenti, le loro famiglie, i docenti, il personale ATA e chiunque si colleghi alle piattaforme per le lezioni da remoto“.

Tim, Vodafone e Wind Tre hanno quindi accolto l’invito del Governo. I tre più grandi operatori d’Italia escludono completamente le piattaforme di didattica a distanza dal consumo dei giga. Dunque, per seguire le lezioni non si scalerà nulla dal traffico dati del proprio abbonamento cellulare. Le opzioni per navigare gratis sulle piattaforme didattiche sono già presenti per Vodafone e Tim. Per Wind Tre partiranno dal 23 novembre.

Tra l’altro, Azzolina dichiara che da marzo lo stato ha già investito oltre 400 milioni per incentivare il digitale a scuola. Il tutto nell’ottica di rafforzare il sistema scolastico, che a causa del Covid-19 ha subito un drastico cambiamento.

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Un passo contro il digital divide

link Napoli scuolaIn Italia il 25% delle famiglie non dispone di una connessione Wifi a casa. Ciò vuol dire che una buona fetta di studenti è costretta a guardare le lezioni dal cellulare, e prima di questo provvedimento, anche a “pagamento”, ovvero con il consumo dei giga. Il digital divide – il divario tra chi può e non può accedere alle tecnologie – è una problematica da affrontare e risolvere, per garantire a tutti le stesse opportunità nell’istruzione.

Così Elena Bonetti, entusiasta per il traguardo raggiunto, si esprime sulla questione: “La sinergia raggiunta oggi con le società di telecomunicazioni è un passo che guarda in special modo alle situazioni familiari di maggiore disagio, che sono quelle più gravemente esposte al rischio di esclusione sociale e di povertà educativa“.

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La connettività: molto più di qualche giga

Internet scuolaAl giorno d’oggi restare senza connessione vuol dire essere praticamente fuori dal mondo. Connettersi non è solo un modo per restare aggiornati, per sentire gli amici o per seguire la scuola, ma qualcosa di molto più ampio. È una questione di inclusione sociale.

Così si esprime in merito il titolare dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: “Come nella prima fase di questa pandemia, le società di telecomunicazioni si mostrano collaborative con il Governo. Il tutto per garantire continuità del servizio di connessione, mantenendo elevati livelli di assistenza. In questo modo si agevolano, per tutte le famiglie, le attività essenziali come lo smart working e la didattica a distanza. La connettività è diventata un elemento imprescindibile di inclusione sociale e si conferma sempre più essenziale per la crescita e lo sviluppo del Paese”.

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