Serena Piccolo, la nostra guerriera dal 100 della maturità al trapianto

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Nonostante in questi mesi l’attenzione mediatica si sia incentrata esclusivamente sulla situazione Covid-19, noi di Informa Press non abbiamo mai dimenticato la piccola grande guerriera di Pomigliano d’Arco: Serena Piccolo.

Serena combatte da mesi contro l’aplasia midollare ma questo non le ha impedito di raggiungere una prima e importantissima tappa di vita: sostenere e superare brillantemente l’esame di maturità. È la stessa Serena che mi ha personalmente raccontata questa sua esperienza.

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Serena Piccolo: una guerriera da 100 e “lode”

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Serena e il suo nuovo look

Ciao Serena! Hai appena concluso il tuo esame di maturità con il massimo dei voti nonostante tutte le difficoltà affrontate in questi mesi. Grazie all’autorizzazione dei medici hai potuto sostenere l’esame in presenza. Come è stato per te quest’esame che sappiamo essere una tappa importante nella vita di tutti gli adolescenti?

“Fortunatamente sono riuscita a ottenere l’autorizzazione dell’equipe medica a poter svolgere l’esame in presenza. Volevo chiudere l’anno scolastico proprio come lo avevo iniziato. Ho sostenuto la mia maturità il 18 giugno mentre il 17 ho effettuato una trasfusione. Come accompagnatrice ho scelto mia cugina, perché se avessi scelto i miei genitori probabilmente mi sarei emozionata più del dovuto e magari vergognata anche un po’. Mia cugina invece è una persona molto calma e mi ha trasmesso la sua tranquillità. I professori sono stati molto felici di vedermi e mi hanno messa totalmente a mio agio. L’esame è andato bene, anche se su alcune domande l’emozione mi ha giocato qualche “scherzetto”. Ma in generale, come detto, l’esame è andato bene e sono molto soddisfatta. Anche i docenti e il presidente sono rimasti piacevolmente sorpresi del risultato e di come io sia riuscita comunque a studiare”.

Hai portato qualche argomento in particolare?

“No. Oltre all’elaborato di matematica e fisica e al test di italiano a scelta, nella terza prova erano previste 10 tematiche e a me è capitata “Intellettuali e Potere” e da lì ho iniziato a fare i vari collegamenti”.

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L’emozione della guerriera

Serena
Serena alle prese con la sua discussione

Qual è stata la cosa che ti ha colpita di più dell’esame?

“Certamente rivedere la scuola, la mia classe e tutti i prof. Finalmente li ho potuti rivedere dal vivo e non dietro un pc. È stato bellissimo mentre prima sembrava “normale”, una cosa quasi scontata. Ma in questo caso non lo è stato per niente”.

Tu adesso come ti senti dopo aver raggiunto questo obiettivo grandissimo con il massimo dei voti?

“Soddisfatta, il miglior modo di chiudere questi 5 anni, ma anche se avessi preso di meno. Ora ci sono cose più importanti“.

Il futuro

Serena
Serena durante la degenza per le cure al Bambino Gesù di Roma

Dal punto di vista del tuo percorso di formazione, cosa pensi di fare? Hai già le idee chiare?

“Non so se per quest’anno sarà possibile iscrivermi all’università. Dall’esito degli esami clicinici che attendevo ho scoperto di dover sostenere il trapianto”.

Come sono andate le terapie?

“Ci sono stati dei risultati solo parziali e da un punto di vista clinico sono arrivati anche in ritardo. Magari non proprio rispetto alla terapia in sé ma rispetto a Gaja, la mia compagna di stanza. A lei i globuli bianchi sono ricominciati a salire dopo sole due settimane dal suo arrivo mentre a me dopo quasi 2 mesi. Infatti anche i dottori a un certo punto hanno pensato che non sarebbe arrivata nessun tipo di risposta.”

Il donatore è stato trovato?

“Che io sappia no! Quindi probabilmente lo farò con mamma o papà”.

Le ultime notizie sulla sua evoluzione clinica

serenaLa terapia, purtroppo, come anticipato anche dalla stessa Serena, non sta sortendo tutti gli effetti sperati e di conseguenza si sta incominciando a pensare effettivamente al trapianto, anche in tempi abbastanza ristretti. La mamma e il papà di Serena sono stati infatti convocati per sostenere i test di idoneità per scegliere il donatore più adatto tra loro due perché non è stato ancora trovato un donatore “estraneo” compatibile al 100%. Tuttavia oggi esistono nuove tecniche che permettono trapianti anche da donatori compatibili al 50%: tramite alcune “modifiche” i dottori potrebbero riuscire a portare la compatibilità anche tra l’80% e il 90%. Ad ogni modo, anche se in maniera ridotta a causa delle disposizioni anti-covid, la tipizzazione per la donazione del midollo osseo continua.

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Requisiti per la donazione

La donazione di midollo è quasi per tutti. Ecco i requisiti di base:

  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni;
  • Avere un peso corporeo di almeno 50 Kg;
  • Godere di buona salute.

Noi di Informa Press rinnoviamo l’appello:

 «TI PREGO, SE RIENTRI NEI POSSIBILI DONATORI DI MIDOLLO, NON TI VOLTARE DALL’ALTRA PARTE.
DIMOSTRATI UN GIUSTO ESSERE UMANO E AGISCI! 
TI ASPETTIAMO NELLE PROSSIME DATE INDICATE, FAI LA DIFFERENZA! GRAZIE!»

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