I settori più dinamici per aprire una nuova attività nel 2024: dati e statistiche

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Svezia gasdotto Nord Stream

Il mondo del lavoro sta profondamente cambiando e, come dimostrano anche i dati ISTAT, sempre più persone stanno decidendo di aprire nuove imprese in Italia. Si tratta di un passaggio che può intimorire, poiché bisogna sostenere costi abbastanza importanti e le incognite sono dietro l’angolo. Tuttavia, nonostante la ripresa di diversi settori, trovare lavoro non è così semplice.

Proprio per questo motivo molte persone in cerca di un’occupazione, soprattutto giovani, stanno pensando di mettersi in proprio e di lanciare un’attività tutta loro, approfittando anche degli incentivi che offre lo Stato per il rilancio dell’imprenditoria.

In questo articolo abbiamo dunque scattato una foto sull’imprenditoria italiana, avvalendoci dei dati ISTAT per capire come si sta evolvendo il mondo delle imprese in Italia e quali sono i settori più caldi e dinamici.

Per chi desidera lanciare una nuova impresa l’apertura di una partita IVA è uno step essenziale da conoscere bene. Prima di addentrarci nel discorso è quindi consigliabile leggere l’articolo di approfondimento per capire quali sono i costi per aprire una partita IVA, i passaggi necessari e il regime migliore da scegliere.

Secondo i dati ISTAT in Italia ci sono oltre 4,5 milioni di aziende sul territorio, a dimostrazione che l’imprenditoria nostrana gode di buona salute. Il 49,8% delle imprese si trova al Nord, il 21,7% al Centro e il restante 28,5% al Sud. La regione più dinamica è la Lombardia con 848.449 attività, seguita dal Lazio (462.528), dal Veneto (399.669), dall’Emilia-Romagna (372.765) e dalla Campania (367.475).

L’ISTAT ha inoltre utilizzato le sezioni del codice ATECO per capire quali sono i settori che vanno per la maggiore. Al primo posto delle attività c’è il settore del commercio, della distribuzione e dei servizi correlati alla vendita, e non è certo una sorpresa considerando il boom degli e-commerce soprattutto dopo la pandemia, con 1.045.501 imprese.

A seguire c’è il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche che comprendono la contabilità, la consulenza, la ricerca e il marketing, con 840.396 imprese. Sul gradino più basso di questo ideale podio c’è il settore delle costruzioni, con 520.212 imprese. Seguono altri settori come la sanità, la manifattura e la ristorazione che dimostrano un certo dinamismo.

Un altro dato interessante riguarda le dimensioni delle imprese: il 95% delle attività italiane è una microimpresa, cioè, composta da 0 a 9 persone. Tra le microimprese rientrano i professionisti, le aziende a conduzione familiare o le ditte individuali. In totale si contano 4.314.961 microimprese, mentre le grandi aziende, cioè, composte da oltre 250 dipendenti, sono solo 4.292.

Un altro pilastro del tessuto imprenditoriale italiano sono le PMI, cioè le piccole e medie imprese, composte con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 249.

I numeri sono quindi abbastanza incoraggianti e dimostrano che l’imprenditoria italiana è viva, un motivo che sta spingendo molte persone a lanciarsi nell’apertura di nuove attività.

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