Sigarette fai da te, nuova stangata: stop vendita filtri e cartine

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Dal 1° gennaio 2020, le sigarette fai da te sono il bersaglio della nuova imposta della Legge di Bilancio (n. 160/2019). I prodotti accessori del “tabacco trinciato a taglio fino” potranno essere venduti esclusivamente nei negozi di tabacchi. Addio alla vendita di cartine e filtri nei supermercati, on-line e nei negozi etnici (soprattutto quelli cinesi).

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Sigarette fai da te, Il provvedimento attuativo

sigarette Il provvedimento dell’agenzia delle Dogane impone nuove modalità di commercializzazione dei prodotti definiti “accessori delle sigarette”. Si riferisce quindi a cartine, cartine arrotolate senza tabacco e filtri. Questi prodotti, funzionali al consumo dei trinciati a taglio fino, avranno un nuovo codice di identificazione. Così facendo, sarà possibile riconoscere i cosiddetti soggetti obbligati, ossia produttori e fornitori (italiani o esteri) a cui spetta il pagamento della nuova imposta di consumo.

“Un atto urgente e dovuto” dicono dall’agenzia delle Dogane. Il provvedimento attuativo della legge di bilancio è stato firmato, a poche ore dalla fine dell’anno 2019, dal Direttore delle Dogane, Roberta de Robertis. Difatti, la manovra (articolo 1, comma 660, della legge 160/2019) era già stata approvata l’anno scorso ma sprovvista della disciplinare che ne regolamentasse la vendita dei prodotti fino al 31 dicembre. In conclusione, gli amanti delle sigarette fai da te potranno acquistare ciò che gli serve solo nei negozi di tabacchi.

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Sigarette fai da te, cosa cambia per i venditori

sigaretteFino all’ultimo giorno del 2019, qualsiasi negozio munito di autorizzazione poteva vendere ai fumatori quanto gli serviva per fumare. Dal 2020, invece, l’autorizzazione gli concede di vendere solo confezioni di sigarette o tabacco. In sintesi: filtri e cartine sono fuori dal circuito delle rivendite autorizzate. La distribuzione, concessa in esclusiva alla rete monopolistica dei tabaccai, rende di conseguenza la vendita non autorizzata un’attività di contrabbando. I trasgressori saranno puniti con le sanzioni riferite appunto al contrabbando.

Intanto, per smaltire i prodotti ancora sugli scaffali di supermercati e negozi etnici, la Dogane hanno dato la possibilità di usufruire del reso. Gli accessori delle sigarette che non sono state assoggettate alla nuova imposta di consumo, perché già in commercio prima dell’entrata in vigore della manovra, possono essere restituiti al produttore o fornitore. È ciò che è esplicito nell’articolo 4 della determina. Quest’ultima, che fissa obblighi contabili e amministrativi, prevede la registrazione dei prodotti “accessori” resi.

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Il mercato delle sigarette fai da te

sigaretteNon sarà di certo un provvedimento rischioso per l’economia italiana. Il nuovo balzello introdotto dalla manovra è un bel colpo per le imprese italiane produttrici di cartine e filtri che si vedono restringere il pacchetto clienti. Eppure, si stima un valore di 30,6 milioni di euro annui che entrerà nelle casse dello Stato. In particolare, secondo la relazione tecnica alla legge di bilancio, in Italia si vendono 5 miliardi di cartine e 3,5 miliardi di filtri. A questi verrà applicata la nuova imposta di 0,0036 euro sul singolo pacchetto. Essendo ogni pacchetto da 50 cartine, la tassazione è pari a 0,18 centesimi.

Di certo non mancheranno le polemiche e i diversi pareri. Una manovra per aumentare gli introiti dello Stato? Un accordo lobbistico nel mercato dei tabacchi? Un modo per eliminare la contraffazione dei prodotti accessori delle sigarette? Le interpretazioni possono essere diverse. Voi cosa ne pensate?

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