Simona Giglio e la sua arte multiforme in “Contemporaneamente”

Dal 12 al 26 ottobre la mostra personale della giovane pittrice nel Teatro di Somma Vesuviana

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Simona Giglio

La moderna galleria del Teatro Summarte di Somma Vesuviana ospita Contemporaneamente, la mostra della giovane pittrice Simona Giglio. Dal 12 al 26 ottobre, i suoi quadri sono in esposizione, dopo un vernissage di successo e un finissage che si preannuncia altrettanto interessante. Contemporaneamente è una mostra personale e una manifestazione multiforme che abbraccia tante forme d’arte, dalla pittura alla musica e al teatro.

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Il giovane talento di Simona Giglio

Simona GiglioSimona Giglio nasce e lavora a Napoli. Si diploma al liceo artistico e consegue la Laurea Magistrale in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Partecipa fin dal 2012 a una nutrita serie di collettive, mostre ed esposizioni. Vince nel 2014 il contest artistico WSF (World Social Forum al Centro Sociale dell’Arte). È stata selezionata per la Biennale napoletana del 2018, diretta dallo scultore Domenico Sepe. Il 1 Ottobre del 2019 l’artista ha ricevuto il premio “International Excellence Award” in Design-Pittura.

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Contemporaneamente: la mostra e l’artista

Simona GiglioCiao Simona. La tua mostra si intitola “Contemporaneamente”. Perché questo nome?

“Ho deciso di intitolare la mia mostra Contemporaneamente perché l’inaugurazione cadeva il 12 ottobre, giornata dell’Arte Contemporanea. Inoltre, l’apertura è stata articolata in modo tale che si eseguissero più forme d’arte contemporaneamente. L’ho realizzata in collaborazione con Daniele De Santo, Francesco Rogazzo, Carlo Toscano, 4est, Giovanni Incoronato, Adriano Caccavale, Enzo Izzo, Lucia Cepollaro, Nes Jay, Sesto, Anita De Vivo, Monique, Angelo Ianelli, Domenico Sepe. Anche per il finissage del 26 ottobre sto organizzando un evento con la stessa carica di originalità e innovazione. Mi accompagneranno Ludovica Bastianini, Patrizia Amodio, Melina Amodio, Ruocco Anna, Danilo Spiteri, Felice Ciccone, Giorgia Bisanti, Carla Petrone, Pietro Mingione, Annabella Esposito”. 

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Tra arte ed emozione

Simona GiglioCome nasce la tecnica dello scarabocchio?

“Nasce in modo assolutamente spontaneo e inaspettato. Ero sotto la doccia e i miei capelli bagnati, attaccati al muro, mi suggerirono un tratto di penna. Già vedevo quelle classiche figure che poi caratterizzano il mio stile, fatto di anatomie stilizzate e figure geometriche. Chiesi ai miei amici di scarabocchiare qualcosa per cercare di tirarci fuori delle figure. L’immagine raccontava qualcosa della persona che l’aveva realizzata. Per questo la definisco una tecnica psicoanalitica, ma non ha basi scientifiche perché è puro istinto. È stata anche oggetto di studio in una tesi di laurea di una studentessa dell’Accademia di Belle Arti, Mariarosaria Calabrese. Lo scarabocchio è arrivato anche alla Suor Orsola Benincasa di Napoli come tema discusso in Formazione e Soft Skills”.

L’elemento determinante nei tuoi quadri è il colore. Che rapporto c’è per te tra i colori e le emozioni?

“Il colore lo associo alle emozioni, suggeritemi dalle mie stesse figure. Siccome le emozioni forti sono pure, anche i colori che scelgo sono sempre forti e puri. Tutti i miei quadri, inoltre, sono accompagnati dalla musica. Credo fortemente nel valore dell’incontro tra le arti e tra arte e persone. Nelle mie performances chiamo una persona dal pubblico affinché realizzi lo scarabocchio. La musica è fondamentale per creare la giusta atmosfera e liberare le emozioni. È stimolante per il pubblico e per me”.

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Un monito per giovani e aspiranti artisti

Simona GiglioChe consiglio puoi dare ai giovani artisti?

Lasciatevi andare alla vera realtà. Lo scarabocchio nasce anche come denuncia di una realtà sempre più virtuale e social che sacrifica la realtà della condivisione vera delle emozioni e delle conoscenze. L’arte può essere il mezzo per ritornare a comunicare. In ogni epoca è stata lo specchio della realtà e quindi è giusto riconoscerle questa potente forza comunicativa”.

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