Siniša Mihajlović è morto: arriva il comunicato della famiglia

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Siniša Mihajlović morto
Dalla pagina Fb ufficiale di: Bologna Fc

Siniša Mihajlović morto, una notizia che sconvolge il mondo del calcio. L’ex allenatore del Bologna infatti dal 2019 lottava contro la leucemia. Solo poco tempo fa si era dimesso dal Bologna, l’ultima squadra che aveva allenato per anni, e con la quale si era creato un legame speciale, per dedicarsi esclusivamente alle cure.

Questo il comunicato della famiglia: la moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessndro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato.

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Siniša Mihajlović morto: la grande battaglia di un grande guerriero

Siniša Mihajlović morto
Fonte: Wikipedia

Siniša Mihajlović, un grande guerriero che si è trovato a combattere una grande battaglia. Lo fa da grande uomo, da uomo forte. Da persona che non si è mai arresa davanti a niente ed ha sempre lottato fino alla fine. Così come ha fatto contro la leucemia che l’ha colpito dal 2019. Siniša Mihajlović: allenatore, calciatore, padre di famiglia, uomo. Un esempio per tutti in ogni campo dove si è cimentato. Anche in quello della lotta a questa tremenda malattia. La notizia della sua morte che si diffonde a macchia d’olio sconvolge tutto il mondo del calcio.

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Siniša Mihajlović morto: la storia tra rettangoli verdi

Siniša Mihajlović morto
Fonte: Wikipedia

Siniša Mihajlović è passato alla storia del calcio per il suo magico piede. Il suo mancino sui calci di punizione era qualcosa di incredibile. “Quando giocavo io le squadre portavano palloni più leggeri per farmi colpire male la palla” racconta. Nel suo trascorso un passato al Borovo, poi al Vojvodina e alla Stella Rossa. Infine l’arrivo in Italia partendo dalla Roma e passando per Sampdoria ma soprattutto Lazio. Concludendo infine all’Inter. Proprio qui inizia la sua carriera da allenatore come vice. Seguono poi Bologna, Catania, Fiorentina, Serbia, Sampdoria, Milan, Torino, Sporting Lisbona e infine Bologna.

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Siniša Mihajlović morto: parole che lasciano il segno

Siniša Mihajlović morto
Fonte: Wikipedia

Siniša Mihajlović e il suo piede fatato sulle punizioni sono storia. Ma ancora più storiche, e meritevoli di onore, dovrebbero essere i suoi discorsi. Due su tutti lasciano il segno. Il primo riguarda la paura, in riferimento all’esonero. “Paura di essere esonerato? Io sono vissuto sotto le bombe, di quelle avevo paura”. Ma ancora di più quella in riferimento ai suoi calciatori e al calcio visto come un lavoro ed i calciatori come eroi per dei risultati positivi. “Questo è uno sport, è un divertimento, non un lavoro” disse. “L’operaio che si sveglia alle sei del mattino e va a lavorare in fabbrica, quello è un eroe“. Il mondo del calcio ha seguito col cuore la sua battaglia, purtroppo ora finita nel modo peggiore.